Trump onnipresente!

Pubblicato il 22-10-2025

di Michelangelo Dotta

La seconda presidenza di Donald Trump è iniziata a mezzogiorno del 20 gennaio 2025 quando, subito dopo il suo giuramento, è diventato il 47° presidente degli Stati Uniti d’America; da quel giorno in poi la sua immagine non è mai scomparsa dai mezzi di comunicazione e informazione più seguiti a livello globale e la sua figura, il suo look, il suo stile e la sua particolare capigliatura sfacciatamente giallo/arancione, sono andati ben oltre i confini del potere del comandante in capo della nazione più ricca e potente del pianeta. In questi termini bisogna ammettere che la costruzione del suo personaggio che ha fatto e continua quotidianamente a fare, non ha eguali nella storia recente ed è il risultato di un’incendiaria combinazione di elementi che vanno dalla indiscussa abilità/spregiudicatezza politica alla sua carriera come sua figura mediatica al cinema e in televisione, dalla ritualità dei suoi gesti che ripropone in favore di telecamere come un mantra, al linguaggio diretto e scurrile che usa come grimaldello per scardinare un ordine costituito che pareva assopito nelle sue incrollabili presunte certezze.

Per ora nessuno ha trovato un antidoto per arginare una pandemia del genere e Trump quotidianamente troneggia e si impone nei suoi molteplici quanto espliciti travestimenti, vestito da antico romano, da papa, da guerriero di Star Wars; tutto vale nella comunicazione globale, il buon gusto, l’opportunità e la decenza sono in crisi di identità da molto e, con l’avvento dei social, sembrano limiti di educanda di altri tempi. Se nulla sembra più in grado di stupirci e indignarci, il paradigma trumpiano apre nuovi e inquietanti orizzonti perché riesce ad andare oltre, a frantumare ogni barriera morale, etica e religiosa, a sfondare le difese culturali e quelle della razionalità e della logica per posizionarsi in uno spazio apparentemente senza regole dove è permesso tutto e il suo contrario, dove le contraddizioni diventano l’ossatura del potere e il ricatto lo strumento su cui si regge la politica.

Ma proprio in quello spazio esiste una regola che regge in piedi l’intero gioco: la visibilità costante, la minaccia quotidiana, l’insulto in diretta, la presenza mediatica che costruisce pezzo dopo pezzo nell’immaginario globale il simulacro stesso del potere, lui, Donald, l’onnipresente, un marchio, un simbolo, l’uomo a cui sembra nessuno sappia dire di no. Basta accendere la tv, internet, leggere un quotidiano o semplicemente ascoltare una conversazione al mercato per rendersi immediatamente conto che non esiste più ambito sociale, politico, culturale e anche religioso in cui fisicamente Tramp non compaia per dire la sua; è diventato ormai l’interfaccia mediatica di ogni realtà, una sorta di oracolo moderno che rischia di riportare il mondo indietro di secoli ma che tutti, almeno nei fatti, sembrano accettare… non rimane che da chiederci quanto durerà ancora questo assopimento generale… ma è davvero difficile indovinare la risposta.


NP Giugno-Luglio 2025
Michelangelo Dotta

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