Tradimenti in arrivo

Pubblicato il 28-05-2026

di Davide Bracco

Due dei film di maggiore attesa dei prossimi mesi sono già dai titoli delle trasposizioni di grandi classici quali Cime tempestose e Odissea. Se avremo tempo a scrivere del classico greco scritto quasi tremila anni fa e oggi riportato sullo schermo da Christopher Nolan (con Matt Damon nella parte di Ulisse) e che uscirà nelle sale in estate, per San Valentino si attende l’arcinota storia d’amore scritta da Emily Brontë a metà Ottocento. Una storia che a ben vedere (e leggere), seppur canonica nella sua interpretazione dell’amore romantico e tormentato tra Heathcliff e Catherine nella brughiera inglese, si è sempre prestata a rivisitazioni che facevano trapelare lo spirito del tempo nel quale erano state girate e le inclinazioni della personale creatività del regista. Il film di riferimento è del 1939, con William Wyler, il mostro sacro Laurence Olivier e Merle Oberon, in un film in b/n che si concentra sulla storia d’amore senza gli sviluppi successivi della discendenza dei protagonisti, in una rappresentazione classica senza eccessi. Libertà che invece si prese Luis Bunuel nel 1954 quando riportò la storia in un’ambientazione messicana e accentuò il carattere di amore folle e tormentato tra i due mentre, ai giorni nostri, la regista Andrea Arnold girò nel 2011 una versione dove il protagonista è un attore nero (James Howson) – per accentuare la differenza sociale ed economica tra i due amanti – ripresi con uno stile documentaristico in ambienti naturali. 

E questa ultima trasposizione? Si annuncia figlia del nostro tempo: sia per i nomi dei due protagonisti (i bellissimi Jacob Elordi e Margot Robbie, presunte garanzie di buon botteghino) che per la scelta della regista Emerald Fennell di parlare di come il potere economico deformi le relazioni in un clima di violenza domestica e amore tossico. Un film pop nei suoi anacronismi (alcuni costumi sono volutamente fuori epoca) e provocazioni in scene di eros spregiudicate naturalmente non presenti in un libro del 1845. 

I classici sono tali in quanto sempre attuali e trasponibili (lo stesso Mahler segnalava che la «tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri») e quanto questa versione del 2026 sia stata capace nel difficile compito di attualizzare l’originale, senza dimenticare il lavoro della Brontë, lo capiremo dalla visione e dai personali giudizi che gli spettatori emetteranno.


Davide Bracco
NP febbraio 2026

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