La tecnologia che corre
Pubblicato il 19-04-2026
Immaginate di trovarvi su un tavolo operatorio a San Paolo, mentre il chirurgo che vi sta operando si trova a Kuwait City, a oltre 12mila km di distanza. Gli ospedali Jaber Al-Ahmad e Cruz Vermelha sono stati collegati da una rete dedicata che ha permesso di eseguire riparazioni di ernia inguinale attraverso due oceani. Il segreto di questa impresa sta nella latenza: appena 199 millisecondi. In chirurgia robotica, questa frazione di secondo è il confine tra successo e pericolo; sotto i 200ms, il medico percepisce i movimenti come istantanei, garantendo una sincronia perfetta tra mani e bracci robotici. Grazie a una banda di 80 Mbps, gli interventi bidirezionali sono stati completati senza alcuna complicazione. Questa innovazione potrebbe democratizzare la medicina, portando i migliori specialisti anche nelle aree più isolate. Resta però il nodo delle infrastrutture: i sistemi robotici costano milioni di euro e molte zone del mondo mancano ancora di reti stabili per supportare tali prestazioni. La tecnologia deve correre, ma la sfida è non lasciare nessuno indietro.
Stefano Ravizza
NP Gennaio 2026




