Spegnere il fuoco
Pubblicato il 04-01-2026
Mamma ci racconta che il problema grande è la notte perché il suo bimbo non dorme, ma anche il giorno non scherza. Ha paura a stare da solo in una stanza e quando capita corre subito a cercare qualcuno per lo spavento, non può andare in bagno senza essere accompagnato perché se no la cacca finisce dappertutto e le pareti come lo specchio cambiano colore, dal nulla si mette all'improvviso a urlare o ulula come un lupo mandando in allerta tutto il vicinato. Dei fratelli più grandi a casa e dei compagni a scuola ha una ricchissima collezione di magliette strappate, la loro pelle è piena di morsi e di graffi e, se non c'è nessuno attorno se la prende con sé stesso facendosi male da solo. Al papà che minaccia di rimandarlo nel Paese da cui sono originari o alla maestra che prima gli intima e poi lo implora di smetterla, risponde che, quando vuole, va dalla polizia e li denuncia per averlo picchiato, anche se non è vero.
Sono i cocci che abbiamo raccolto un anno fa nel colloquio di iscrizione al progetto di Felicizia da una mamma sfinita dalle crisi e dalle notti insonni del suo bambino e sembra sia passata una vita. Ne sono successe di cose in un anno dentro e fuori le mura di un Arsenale che ogni giorno cerca di trasformarsi in quello di cui hanno bisogno i suoi piccoli e grandi ospiti, per diventare uno spazio di cura che promuove il benessere fisico e mentale della persona, accoglie e armonizza fragilità e diversità, cercando di non lasciare fuori proprio chi sta peggio e avrebbe più bisogno di essere aiutato. Ci sono problemi piccoli e situazioni maggiormente complesse, semplici volontari che regalano il loro tempo e la loro presenza a fianco dei più deboli, ma anche professionisti che restituiscono gratuitamente competenze, esperienze e saperi ad un livello clinico ed accademico, rendendosi ad esempio disponibili per vedere questi bambini, incontrare le loro famiglie, parlare con i loro insegnanti.
Dentro un percorso integrato con gli interventi dei Servizi Sociali e del servizio di neuropsichiatria infantile, una dottoressa ha fatto tutte le visite necessari per la valutazione cognitiva e sugli apprendimenti del bambino, una pedagogista lo incontra in accordo con la scuola individualmente tutte le settimane in un percorso di potenziamento sui prerequisiti che sono alla base dell'apprendimento. È così che questo bimbo ha potuto avere l'insegnante di sostegno, mentre un educatore lo portava in piscina tutte le settimane riducendo il tempo della scuola e un volontario ha deciso di organizzare i suoi turni di lavoro apposta per stargli vicino tutte le volte che poteva. La mamma ha trovato uno spazio dove raccontare senza vergogna le fatiche di una famiglia senza sentirsi giudicata e, poco alla volta, il fuoco ha iniziato a spegnersi: la notte è tornato ad essere il tempo in cui dormire, il giorno quello in cui combinare guai e pasticci, ma sempre un po' di meno. Ora che lui sta meglio, tutti attorno a lui stanno meglio, il male che sente dentro non è più così grande da costringerlo a farsi e fare male, andare a sbattere correndo al massimo della sua velocità contro tutti gli altri bimbi.
La strada è ancora lunga, perché tutte le cose hanno bisogno di tempo per succedere ed i percorsi evolutivi seguono la legge e i tempi della natura, ma in questi giorni quando conosciamo nuovi bambini pieni di paura che si difendono come possono e nuove mamme piene di coraggio che li amano comunque come se fossero i più belli di tutti, sappiamo che certe volte è tantissimo difficile, ma in qualche modo sempre possibile. C'è una bambina che non sa ancora parlare, incomprensibili i suoni che escono dalla sua bocca, indecifrabili i segni che fa sopra un foglio, l'unica parola che dice è «cacca» quando deve andare in bagno. Non riesce a fare niente di quello che fanno gli altri bimbi, ma come loro vuole soltanto un tempo e uno spazio dove poter giocare, stare bene, essere sé stessa, sentirsi amata e benvoluta da qualcuno. E noi siamo qui a cercare gradini di saggi da logorare e a chiedere semplicemente aiuto per poterla aiutare davvero, scoprire ancora nuove strade, inventare il tempo e lo spazio di cui ha bisogno lei.
Marco Grossetti
NP ottobre 2025




