Sos antibiotici

Pubblicato il 05-08-2025

di Valentina Turinetto

Sono passati meno di cento anni dalla scoperta del primo antibiotico, avvenuta grazie a un errore fortuito del medico ricercatore inglese Alexander Fleming: di ritorno al suo laboratorio osservò che in una delle piastre dove stava facendo crescere dei batteri c’era un alone chiaro, ovvero una zona in cui i batteri non erano cresciuti. Questo era stato possibile perché una muffa che era cresciuta nella piastra aveva bloccato la crescita dei batteri; la muffa apparteneva al genere Penicillum e da qui la sostanza fu chiamata penicillina. Era il 1928 e, solo dieci anni dopo, la penicillina fu isolata e sperimentata sugli esseri umani, per poi essere autorizzata come farmaco nel 1941.

Da allora altri antibiotici sono stati scoperti e inseriti nelle terapie, portando a una rivoluzione nel trattamento di malattie prima pericolose per la vita. Gli antibiotici riescono a uccidere o bloccare batteri responsabili di infezioni pericolose. Gli antibiotici sono utili non solo per curare malattie che colpiscono gli uomini, ma anche infezioni negli animali e nelle piante. Dato che anche i batteri cercano di tarsi all’ambiente per cercare di sopravvivere, nel tempo sono riusciti a sviluppare delle resistenze, sopravvivendo al trattamento con gli antibiotici comuni. Questo fenomeno è stato purtroppo accelerato dall’uso spesso massiccio e sconsiderato degli antibiotici, sia in medicina umana che veterinaria, come anche nella zootecnia e nell’agricoltura. Di conseguenza, negli ultimi anni sta emergendo il problema dell’antibiotico-resistenza, con la comparsa di microrganismi resistenti contemporaneamente a più antibiotici. Questo determina problemi di tipo clinico (mortalità, possibilità di complicazioni, rischio di epidemie) e importanti ricadute economiche.

Si stanno quindi compiendo molti sforzi per individuare nuovi antibiotici. Attualmente sono 32 i nuovi antibiotici in fase di sviluppo, ma solo 12 possono essere considerati innovativi e appena 4 sono attivi contro patogeni super-resistenti. Le ricerche però stanno portando a risultati incoraggianti: è di pochi giorni fa la notizia, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature e firmata da un gruppo di ricercatori canadesi, della scoperta di un nuovo antibiotico. Il gruppo di ricerca ha fatto crescere in laboratorio dei batteri isolati dal suolo, dando il tempo necessario perché anche le specie più lente potessero moltiplicarsi. Dopo un anno, hanno isolato uno di questi batteri che produce una sostanza con una forte attività contro altri batteri; la molecola si chiama “lariocidina” e ha un meccanismo d’azione completamente diverso dagli antibiotici fino a ora noti, si spera quindi sia in grado di essere efficace su molti ceppi di batteri. Al momento si è sperimentata su modelli animali, dando buoni risultati; il prossimo passò sarà quello di produrre la molecola in grande quantità e iniziare lo sviluppo e studio clinico della nuova sostanza. Buone notizie certamente, ma che devono anche aiutarci a diventare più attenti all’uso consapevole e corretto dei medicinali!


NP Aprile 2025
Valentina Turinetto

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