Siamo fatti così
Pubblicato il 04-10-2025
Una frase secca pronunciata da papa Leone in una delle prime udienze generali: «Prima di essere credenti, siamo chiamati a essere umani». Nessun giro di parole, nessuna ambiguità, un messaggio preciso a un mondo in fiamme. Il papa stava commentando la parabola del buon samaritano, il gesto concreto di quel viandante che di fronte a un uomo ferito decide di non rimanere indifferente. Quel viandante testimone non di visioni filosofiche e religiose, tanto meno di appartenenze ostentate, ma semplicemente un uomo disposto a essere uomo fino in fondo. Vale anche oggi perché – prima di ogni altra cosa – è l’umanità, è quello che siamo che può portarci fuori dalle secche della storia, la stessa umanità che può distruggerci. Del resto, siamo fatti così: capaci di toccare vette sublimi o di precipitare nell’abisso, di compiere tutto il bene e tutto il male del mondo.
Capaci però di essere padroni delle nostre scelte e di indirizzare il nostro cuore e la nostra mente.
E allora ricordiamolo! Siamo fatti per amare e per essere amati, per uscire da noi stessi e farci cambiare dall’incontro con gli altri, nelle nostre relazioni, nei nostri amori, nei nostri ambienti di vita.
Per mostrarci fragili senza averne paura e imparare a sentirci a casa nella vita di chi ci vuole bene.
Siamo fatti per non giudicare e non essere giudicati, perché siamo tutti sulla stessa barca, segnati dalle stesse fatiche e fragilità.
Ognuno con il proprio diario degli errori, delle cose che avremmo potuto fare meglio, delle ferite che ci portiamo dietro, del male che abbiamo provocato. Siamo fatti per comprendere ed essere compresi, trovando negli altri uno sguardo amico, empatia, nessuna esclusione.
Siamo fatti per essere riconosciuti nel nostro valore, nei nostri talenti, nella bellezza che possiamo condividere, nelle idee e culture diverse che possono edificarci gli uni con gli altri.
Siamo fatti per essere riconosciuti anche nel nostro dolore, nelle situazioni che ci hanno fatto soffrire, negli strappi che abbiamo vissuto. Un bagaglio di vita che non chiede altro che spazi di condivisione, ascolto ed elaborazione per consolare ed essere consolati.
Siamo fatti per creare, per immaginare fatti e strade nuove, per costruire, lasciare un segno, non arrenderci all’inevitabile e alla logica del «tanto è così».
Siamo fatti per non avere paura, sapendo però che la paura esiste e non può essere affrontata in solitudine.
Siamo fatti per crescere e maturare ogni giorno, per incontrare rispetto, per custodire ed essere custoditi, senza forzature, senza trucchi, perché la coscienza personale è sacra. Siamo fatti per essere liberi, liberi di esprimere le nostre idee, di credere e di non credere, di fare tutto il possibile per realizzare i nostri ideali e progetti di felicità.
Siamo fatti per la dignità e la giustizia, perché ogni uomo e ogni donna hanno diritto a casa, cure, istruzione, lavoro. Alle stesse opportunità.
Siamo fatti per la pace perché nessuno merita di morire da innocente, sotto le bombe, mandato al fronte, sacrificato sull’altare di interessi più grandi e oscuri.
Siamo fatti per guardare lontano, per non rimanere ingabbiati in un presente senza speranza. Siamo fatti per progettare già adesso l’avvenire, per credere che il male non avrà l’ultima parola, e spenderci fino in fondo per questo.
Siamo fatti così e – proprio perché lo siamo – volendolo, potremmo cambiare il mondo…
Matteo Spicuglia
NP giugno / luglio 2025




