Semi di speranza
Pubblicato il 16-12-2024
Troppe guerre, troppi morti, troppi scandali. Difficile sperare in questa epoca complicata. Ansie e paure ci schiacciano e ci impediscono di vedere il bene che nonostante tutto continua a operare.
La speranza non fa rumore, ma esiste. Se guardiamo bene, riusciamo a scorgere piccoli e numerosi gesti quotidiani di bontà, la storia di persone che lottano ogni giorno contro il male. Una resistenza silenziosa, la testimonianza che è possibile vivere il bene, trasformare la fatica e i problemi in opportunità. A patto di rimanere insieme, costruire relazioni nuove per dare piena dignità a ogni persona.
In questo numero scopriremo tante storie e tanti volti di chi è riuscito a non arrendersi alla guerra, alla disabilità e al degrado. Incontreremo Marina, fuggita dalla guerra in Siria, che ci racconterà del suo impegno contro la guerra con l’arte e la bellezza.
Leggeremo degli incontri avuti da Renata Busettini con alcune atlete paralimpiche torinesi prima della manifestazione parigina e le conosceremo una per una attraverso le foto di Max Ferrero.
Infine – attraverso un breve percorso fotografico – racconteremo dell’impegno concreto dei tanti giovani passati quest’estate dall’Arsenale.
In particolare, molti di loro si sono letteralmente “sporcate le mani” per ripulire il quartiere torinese di Barriera di Milano.
Una parte della città piena di vita, ma anche con tanti problemi e difficoltà.
Con l’aiuto di AMIAT – Gruppo IREN, la parrocchia Regina della Pace e il Sermig hanno coinvolto quasi 400 tra cittadini del quartiere e giovani in un’attività di cittadinanza attiva diffusa: «Siamo in tanti a prenderci cura di Barriera, iniziando dalla pulizia delle strade – spiega don Andrea Bisacchi – un segno di educazione civica per i tanti giovani che hanno aderito e un segno di speranza che coinvolge la buona volontà della gente che torna a prendersi cura del proprio quartiere.
A cura della redazione




