Scienza per la pace

Pubblicato il 11-09-2025

di Valentina Turinetto

Nei giorni in cui abbiamo salutato papa Francesco, pieni di gratitudine per il bene che ha fatto e che potrà ancora fare, ho ripercorso alcune riflessioni che nei suoi 12 anni di pontificato ha proposto sulla scienza e sulla responsabilità di ciascuno di noi come custodi del creato.

La Chiesa in uscita che ha sempre avuto a cuore si è declinata in molti aspetti e ha portato a rileggere i segni dei tempi con uno sguardo nuovo: in Laudato si’ ha portato in primo piano la questione ecologica, aprendo al dialogo tra teologia e scienze ambientali e climatiche. In Fratelli tutti ha allargato ancora di più lo sguardo a una fraternità universale, rafforzando la consapevolezza che siamo membri di un’unica famiglia umana.

In un intervento papa Francesco parla di «scienza per la pace», affermando che gli scienziati hanno il compito di formare nuove generazioni, costruttrici di pace. E tratteggia un percorso che può guidare verso questo obiettivo. Prima di tutto la scienza deve essere a servizio di tutti, affermando che «per sviluppare il desiderio della conoscenza che si nasconde nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, è necessario che la ricerca scientifica metta a servizio di tutti i propri risultati e le proprie indicazioni, ricercando sempre nuove forme di collaborazione, di condivisione dei risultati e di costruzione di reti». Poi sottolinea l'importanza di un nuovo rapporto tra scienza e società, affinché il sapere scientifico possa portare autentici benefici all'umanità. La scienza è infatti una grande risorsa per costruire la pace se si fa prossima a tutta la comunità, sia locale che internazionale. Nessun sapere scientifico deve camminare da solo, ma è necessaria la collaborazione e il dialogo tra i saperi, in modo che ogni specificità contribuisca a far crescere una nuova cultura capace di promuovere lo sviluppo integrale di ogni uomo e ogni donna. Infine, la scienza deve essere a servizio della formazione delle nuove generazioni, insegnando loro a non aver paura della fatica della ricerca.

Ecco che, seguendo queste indicazioni, si apre la possibilità di un confronto autentico tra le scienze e la teologia, allargando il dialogo a temi di grande importanza come l’Intelligenza Artificiale, le biotecnologie, le neuroscienze, i cambiamenti climatici. Sempre tenendo alta l’attenzione affinché i saperi scientifici siano orientati al bene comune, al rispetto della dignità umana e alla custodia del creato.


Valentina Turinetto
NP maggio 2025

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