Scelta quotidiana
Pubblicato il 14-01-2026
Pace sì e comincio io» non è uno slogan. È un impegno di vita che comincia con una scelta. Poggia sulla convinzione profonda che ogni persona può essere protagonista di un processo di pace nel contesto in cui vive, nel tratto di storia che percorre. Non è una scelta solitaria perché coinvolge sempre le persone che avvicina, i luoghi in cui vive e modifica le situazioni in cui si trova a vivere, a cominciare da se stessi.
Chi sceglie la pace inizia col prendere coscienza del suo universo interiore e comprende che il primo dovere di ogni essere umano è diventare consapevole del suo essere. «Pace sì e comincio da me», dal rispettare il mio corpo, conoscere le mie radici, entrare in contatto e far crescere la mia interiorità fatta di pensieri, sentimenti e emozioni, sviluppare i miei interessi, le mie capacità, le competenze, diventare una persona completa. «Ama il prossimo tuo come te stesso» è l’esortazione di Gesù che ci ricorda che per imparare ad amare bisogna partire da sé, come volesse dirci che ognuno di noi ha dentro le chiavi dell’amore per l’altro. Abbiamo già tutto, i modi, la misura, se ci guardiamo come ci vede Dio!
Per prendersi cura dell’altro, bisogna imparare a essere responsabili di sé. Se sono responsabile della mia vita, della mia persona, lo posso essere anche dell’altro che ho vicino, in famiglia, tra amici, in fraternità, a scuola, sul lavoro. La responsabilità passa così da me all’altro, agli altri e abbraccia il mandato del Padre: soggiogare la terra, vivere da fratelli, preparare il Regno che avanza. Con la mia intelligenza, con il mio cuore, con le mie mani, con la mia volontà messa a servizio divento responsabile di un “noi”. Ognuno di noi può coinvolgere altri, uno a uno, può prendersi cura di altri e sostenere i più fragili.
Insieme formiamo una rete di persone che vivono rapporti di gratitudine gli uni per gli altri, di rispetto, di onestà, che stringono tra loro vincoli di fraternità. Non è un’utopia, è un fatto che coinvolge tante persone stanche di vivere la solitudine, rapporti superficiali, relazioni di potere e che riscoprono l’autenticità di rapporti sinceri, dove la regola è accogliere l’altro. Insieme si diventa responsabili del pezzo di mondo che abitiamo: una strada, una piazza, l’oratorio, il quartiere, la scuola, che utilizziamo ma che sono anche affidati alla nostra cura, al nostro tempo, al nostro ingegno e creatività. Un pezzo di mondo che vogliamo custodire. Penso per esempio all’Orto della Dora che un gruppo di giovani, adulti, persone anziane e bambini hanno realizzato sulle rive della Dora. Non era un terreno adatto alla coltivazione, ma hanno scavato, portato terra buona e seminato ogni tipo di verdure in file ordinate, ben curate, tra viali, alberi, fiori. È piacevole passarci del tempo, è un luogo di incontro, un ristoro per l’anima. Il sabato, terminato il lavoro, si prepara una merenda o una cena condivisa. Qualche famiglia del palazzo vicino coltiva la sua verdura, ma tutti provano gioia nel donare casse di verdure all’Arsenale, verdura a chilometro zero che ha davvero un sapore diverso. Quel luogo è stato strappato all’abbandono per senso di responsabilità ed è diventato un angolo di armonia. Bisogna crederci, credere che ognuno di noi può fare la differenza nel proprio territorio, abitandolo con responsabilità e non solo usandolo a proprio uso e consumo. Crederci e decidersi per un impegno personale condiviso con l’impegno di tanti altri.
Si pensa sempre che la storia la fanno i potenti con le loro scelte più o meno a servizio della gente e della pace. Di fronte a questo scenario rimaniamo oggi smarriti. Ma c’è anche una storia sotterranea, fatta di persone responsabili e fedeli che, come il servo del Vangelo, scelgono di percorrere il loro tratto di storia con scelte quotidiane, mettendo in gioco il loro poco che cresce. La pace è un fatto che parte dal poco di ognuno e si allarga, parte dal rispetto di me, dalle relazioni prossime, dal mio metro quadro, dal mio impegno di cittadino responsabile e si allarga ad un impegno sempre più radicale che coinvolge tutta la mia persona e tutto ciò che mi circonda. «Pace sì e comincio io» diventa così la nostra scelta quotidiana.
NP ottobre 2025
Rosanna Tabasso




