San Marco Evangelista
Pubblicato il 18-07-2026
LA MINIATURA DI SAN MARCO SI TROVA SULLA PAGINA DI APERTURA DELL’OMONIMO VANGELO in un manoscritto della seconda metà o fine del XII secolo. Molto probabilmente è stato realizzato nell'Italia meridionale o in Sicilia.
In esso ci sono i testi di tutti e quattro i Vangeli, ognuno dei quali è preceduto da un ritratto dell'evangelista a piena pagina, come quello riportato.
OGNI EVANGELISTA È RAFFIGURATO PIÙ O MENO NELLO STESSO MODO, e così resterà – con qualche aggiunta di dettagli secondari – anche nelle icone e negli affreschi e mosaici parietali delle basiliche dello stesso periodo o successivi: dentro uno studio (o scriptorium), seduto su di uno scranno, intento a scrivere a un tavolino su di una pergamena o un libro, con il pennino, con davanti un'altra pergamena già scritta, o un leggio. Nei secoli successivi l’immagine evolverà con l’aggiunta della presenza di un angelo che, parlando nell’orecchio dell’evangelista, gli suggerisce che cosa scrivere, o della raffigurazione allegorica della Sofia o Sapienza divina, che, allo stesso modo, gli detta il testo.
Con delle differenze: nell’icona che lo raffigura, san Luca, invece di scrivere su pergamena, talvolta “scrive” un’icona della Madre di Dio con Gesù in braccio, perché la tradizione lo tramanda come il primo iconografo. Nelle icone di Giovanni Evangelista invece, si trova spesso anche il giovane discepolo Procoro, seduto di fianco a Giovanni e intento a scrivere sotto la sua dettatura.
Il Vangelo di Marco è riconosciuto essere il più antico, scritto a Roma tra il 60 e il 70 d.C. È molto probabile, secondo gli studiosi, che Marco, nato e cresciuto a Gerusalemme, abbia conosciuto Gesù durante la sua predicazione e che sia stato battezzato da Pietro. Si recò a predicare il Vangelo in Panfilia, a Cipro e poi ad Alessandria, dove fondò la prima chiesa cristiana, divenendo vescovo; e proprio ad Alessandria avrebbe subito il suo martirio.
COSÌ GUARDANDO QUESTO PICCOLO E ANTICO CAPOLAVORO NASCOSTO, tanto preciso quanto “segreto” – la sua silenziosa testimonianza della vita di un santo – riscopriamo la bellezza di fare le cose per Dio e mettere attenzione, regola ed esperienza a servizio della sua Parola, dell’annuncio del Vangelo, così come Marco e moltissimi altri amanti del Signore hanno fatto con la loro vita. Insieme a loro, anche il nostro iconografo, con il suo servizio, ci insegna che il vero dono della vita parte dal fare con amore proprio quelle “piccole cose” che dobbiamo compiere.
Il nostro “dovere” quotidiano, se compiuto con amore e solo per amore, diventa una preghiera continua, un vero capolavoro, che sia conosciuto o nascosto agli occhi “degli altri” poco importa, esso è già sacro per il fatto che viene compiuto solo per Dio.
Chiara Dal Corso
NP marzo 2026




