Riflessioni natalizie (4/4)

Pubblicato il 20-12-2012

di Giuseppe Pollano

di Giuseppe Pollano - Dio ritorna tramite noi.

Luis de Morales, Madonna con bambinoNella liturgia (colletta celebrazione eucaristica del 17 dicembre) si ascolta: “O Dio, creatore e redentore, che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una madre sempre vergine, concedi che il tuo unico figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sé in comunione di vita”. Una buona preparazione del Natale tiene conto di questi forti elementi che vanno al di là di un fremito, di un sentimento, di una commozione passeggera perché sono veramente costruttivi.


Rinnovarsi
Il piano di Dio è il rinnovamento dell’uomo. Si nota lo stacco dal Natale consumistico che non solo non rinnova l’uomo, ma insiste sulle sue abitudini; avere, comprare, godersela...
Cosa significa che posso rinnovarmi? Nell’economia cristiana rinnovarsi ha un solo significato: lasciare che il Verbo di Dio che si fa uomo come me mi prenda per mano e abiti di più dentro di me. Dio non ci ha mandato soltanto un maestro, ci ha mandato un pane che trasforma. Dunque, Signore, io ti accetto come rinnovatore del mondo se ti accetto come mio rinnovatore, perché quando la tua vita passa nella mia, le tue virtù, la tua forza, le tue energie mi mettono in moto, mi fanno cambiare, divento a poco a poco un altro.
Questo bambino che nasce ci interroga. Ciascuno ha la possibilità di verificare il proprio rinnovamento misurandosi con quattro elementi di fondo, nucleo della virtù della pietà di Cristo.

Antonio Manzi, Preghiera della serapreghiera
La virtù della pietà è il rapporto forte e fondante con Dio Padre, è ciò che ordinariamente definiamo preghiera. Cristo Signore viene nel suo popolo e certamente vuole rinnovarlo nell’arte della preghiera. Il nostro ambiente culturale non ci aiuta, spesso facciamo della preghiera non un’arte ma un’abitudine. E dunque siamo in difficoltà.
Signore, mi impegno a rinnovare la mia preghiera, il mio rapportarmi con te. Ad esempio nei tempi se sono piuttosto disordinati e nella fedeltà a rispettarli; nei luoghi, perché non è sufficiente che preghi per strada; nello stile, perché non basta ripetere parole: Dio vuole il mio pensiero, la mia calma riflessione su di lui, la mia contemplazione, quindi la mia preghiera ha bisogno di spazi di silenzio per percepire Dio, altrimenti vengo schiacciato dalla quotidianità.

carità
La virtù della pietà è l’amore verso gli altri. Rinnovarsi nell’amore implica la capacità di commuoversi, di non frapporre ostacoli e distanze all’altro e di non ignorarlo, di ricomporre le fratture.
Signore, mi impegno a rinnovare il mio amore, cercando dove il mio cuore può diventare più aperto, più vero, più generoso, ben sapendo che dovrò sforzarmi molto perché mi costa. Se ho un perdono da concedere non perdo più tempo, se ho una misericordia da fare mi attivo subito...
Come si può misurare il rinnovamento dell’amore? La misura è il prossimo, quello appunto che si raggiunge con il voler bene e l’essere buoni. Rinnovarsi nell’amore quindi è dilatare il proprio cuore per raggiungere il prossimo.

Susan Govatos, The Servantumiltà
Questo piccolo bambino che nasce incarna quello che la Bibbia definisce l’annullamento di Dio, già nascendo è lo schiavo che sarà crocifisso.
Signore, mi impegno a fare un passo in avanti coraggioso nel mio annullamento: via da me sentimenti negativi, orgogli, rivalità da cui mi lascio tormentare, invidie che mi tolgono la pace, insomma, il mondo dell’affermazione di me stesso.
L’umiltà del Signore ti investe pienamente, e Gesù ti chiede più umiltà, di non dirgli un sì che poi concretamente diventa un no. Signore, mi impegno a rinnovarmi nell’umiltà, per poter ricalcare le tue orme, sapendo che ti sei messo al servizio di noi povera gente e che ci hai serviti in modo totale, mi faccio vicino alle persone che so di dover trattare meglio e a quelle che devo servire meglio, proprio perché non mi piacciono.

temperanza
Dobbiamo rinnovare anche il nostro equilibrio personale, il nostro dominio sulle svariate concupiscenze di cui sentiamo il brontolio e, qualche volta, l’esplosione. In Cristo possiamo conquistare quell’equilibrio superiore e più alto che ci dà pace e ci rende liberi. Signore, rinnovami nel mio equilibrio, mi impegno a rinnovarmi nella tua profonda purezza di Verbo di Dio, tu l’immacolato, l’agnello. Ho bisogno di diventare più immacolato, e questo aggettivo lo accetto, non mi fa paura.

I quattro precedenti suggerimenti indicano la concretezza del lasciarsi rinnovare da Dio, affinché il Natale cessi di essere un grande momento e diventi un grande progetto. Il momento passa, il progetto rimane e se vogliamo santificarci dobbiamo possedere un grande progetto interiore.


Giorgio Ferrari, MaternitàVivere il patto di amore tra Dio e noi
Il Verbo è venuto in mezzo a noi nascendo da Maria, anzi celandosi nel suo grembo. Quello che importa è il modo con cui Dio ha voluto entrare nel mondo: non una teofania solenne e affascinante, come al momento della Trasfigurazione, ma attraverso un bambino piccolo che, senza tenerezza, non sopravvive, e Dio si è affidato totalmente a Maria.
Siamo in presenza di una profonda teologia, perché significa che se ci mettiamo davvero in rapporto con il Signore è perché siamo entrati con lui in questa relazione di famigliare tenerezza e quindi accettiamo di rinnovarci nella misura in cui gli vogliamo bene perché sappiamo quanto egli ci voglia bene.
Il Natale è un Dio che vuole che tutto quello che fai, tu lo faccia per sua amicizia; è un Dio che vuole, come egli ha fatto, che la misura del tuo amore sia anche ciò che costa, ma che non ti spaventa perché hai il coraggio e l’abitudine di dirgli che gli vuoi bene.
La Chiesa ripete Maria perché Maria ne è il modello, quindi anche oggi il Signore Gesù desidera venire nella tenerezza della sua Chiesa, capito come solo l’amore sa capire, accontentato solo come l’amore sa accontentare. Sarebbe per Gesù un trionfo se in questo Natale si concretizzasse una Chiesa senza freddezze, scaldata dal fuoco che lui ci porta: “Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra; e che mi resta da desiderare, se già è acceso?” (Lc 12,49).
Ecco il mistero in cui il Verbo si cela: dallo stare nel seno del Padre (Gv 1,1), quindi in una atmosfera di amore totale, passa nel grembo di una madre nella stessa atmosfera di amore totale e spera che la Chiesa lo conservi in questo grembo di amore e non debba sentirsi il rimprovero alla chiesa di Efeso “Ho da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima” (Ap 2,4).
Signore, ci faremo santi per farti contento: una frase semplice e amichevole che accompagna il nostro cammino verso il Natale!


Suor Anna Grazie, MissioneDonare Gesù agli uomini
Gesù vuole venire in noi non per noi, ma affinché altri lo incontrino. La sete di Gesù di incontrare gli uomini lo divora e noi siamo i suoi unici strumenti vivi perché questo incontro possa accadere. Dio certo fa miracoli, attiva e dona grazie misteriose nei cuori, ma in realtà desidera che il suo popolo lo porti nel cuore con la sua stessa amicizia e bontà agli altri.
Il Natale è missione, dobbiamo perciò lasciarcene trascinare.
Signore, aiutami a lasciarmi prendere dal tuo bisogno di essere per tutti, ad allargare le mura della mia casa, ad allargare il mio cuore. Certo non ci possono stare i miliardi di uomini nella tua casa, ma nella preghiera sì. Il nostro cuore è un mistero bellissimo: più si allarga più ti accorgi che può allargarsi. Il cuore non ha misura, siamo noi che gliela imponiamo: se gli dai una misura grande, ti accorgi che la tua anima è infinita. Cerca altri, rompi il silenzio, sii annuncio, entra in un ascolto nuovo, porta una consolazione!


Il Natale concreto
Abbiamo riflettuto su cosa possa significare un Natale vero e concreto lascia il segno. Il progetto di Dio è che tutti noi gli apparteniamo di più grazie a questo Natale, e un altro anno ancora di più. Un progetto lontano da una pratica religiosa convenzionale, ripetitiva, devota ma abitudinaria tanto che si potrebbe dire che ha già raggiunto il suo modello operativo.
Rinnoviamoci, accogliamo Dio, allarghiamo la bontà e lasciamo che l’amore prorompa e diventi missione. Mettiamoci nella preghiera dello Spirito Santo affidandoci a Maria, che saprà suggerirci il meglio, e questo sarà un Natale di quelli che piacciono a Dio, finalmente fuori dal mondo dei sogni, finalmente nella realtà di cuori che battono in modo nuovo e in modo diverso.


Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore

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