Regole al contrario

Pubblicato il 24-11-2025

di Michelangelo Dotta

Alla fine del mese di luglio e nei primi giorni di agosto puntualmente, come ogni anno accade, le televisioni e i giornali consacrano la nuova estate con titoloni, servizi e reportages roboanti sui numeri, le percentuali e le presenze turistiche record che polverizzano i dati di quella precedente. È un classico che ci rassicura, allontana preoccupazioni e cupi pensieri che le sorti del mondo ci suggeriscono, ci permette per un po’ di chiudere gli occhi e di sognare, ci fa sentire tutti più uguali nella spensieratezza e nella gioia che le ferie regalano. In realtà le vacanze sono un privilegio dei Paesi ricchi e dell’Occidente in particolare, ma questo, nella calura estiva, non è un problema nostro se, come dichiara il Viminale, nei primi 10 giorni di agosto ben 18 milioni di italiani si sono messi in viaggio lungo il Bel Paese. Altre cifre ufficiali parlano di una spesa dedicata allo svago estivo che ruota attorno ai 18 miliardi di euro e risulta difficile riconoscere in questa girandola di dati e di numeri positivi l’Italia della disoccupazione, degli stipendi da fame, del lavoro precario e della crescita zero che fa da perenne sottofondo al dibattito politico che anche nella calura agostana non stempera i suoi bollori. Ma sotto l’ombrellone, per gli italiani, la realtà filtra attraverso una luce diversa, il relax annebbia piacevolmente le nostre preoccupazioni e le nostre ansie, gli echi di guerre vicine e lontane sembrano scomparire all’orizzonte e il dolce far niente sembra cullare il mondo intero in una sorta di pace sospesa che pare avvolgere l’umanità intera. Purtroppo non è così che stanno le cose, tutti ne siamo perfettamente coscienti, è inutile nasconderselo, ma a tutti noi il mondo sembra più bello e la nostra positiva predisposizione d’animo, nel suo piccolo, ne è la conferma.

Se si vuole rendere il nostro pianeta un luogo migliore bisogna crederci e partire da noi stessi facendo il nostro piccolo investimento in positività la regola di ogni giorno. Non è un esercizio facile. È più semplice lamentarsi, in tv possibilmente, piuttosto che impegnarsi in qualche cosa di positivo che, come dimostrano i fatti, richiede uno sforza, anche solo mentale, maggiore. Qualche generazione fa, nella puntuale filastrocca delle raccomandazioni dei nostri genitori, non mancava mai l’esortazione a compiere una buona azione giornaliera, un mantra vocale ripetuto all’infinito che oggi profuma di quel rigore leggero ma senza troppe concessioni che ha accompagnato e segnato la nostra crescita. Sono passati 50 anni, e quelle semplici parole, come tante altre, «comportati bene»… «stai al tuo posto»… «non dire parolacce» ci sembrano contorni sbiaditi di una foto/ ricordo in bianco e nero che tende a scomparire. Oggi tutto il mondo della televisione, politici in testa, è unito da destra a sinistra, nel comune sforzo di applicare al contrario quelle elementari regole/raccomandazioni: sbraitare, aggredire il prossimo e coprirlo di insulti e improperi è l’esempio che ci giunge dall’alto e, da buoni pecoroni, siamo tutti impegnati nell’imitarlo e seguirlo… i risultati sono sotto gli occhi di tutti… ma forse il peggio deve ancora arrivare.


Michelangelo Dotta
NP agosto / settembre 2025

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