Problema casa

Pubblicato il 31-01-2026

di Gianfranco Cattai

C’è un’emergenza silenziosa che attraversa le nostre città: la crisi della casa. Non fa rumore, ma segna la vita di migliaia di famiglie, giovani e lavoratori. Le case popolari, da sempre presidio per i più fragili, sono insufficienti e spesso degradate; molte restano vuote per mancanza di fondi e burocrazia. Le liste d’attesa sono interminabili, le procedure lente.
Ma oggi il “problema dei problemi” non riguarda più solo i poveri.
Sempre più persone, pur lavorando, non riescono ad accedere a un’abitazione dignitosa. La precarietà occupazionale e la perdita di potere d’acquisto rendono difficile affittare o mantenere una casa: chi non ha garanzie solide viene escluso dal mercato, mentre molti inquilini non riescono a sostenere i continui aumenti dei canoni.

D’altra parte, anche chi vorrebbe affittare si trova disincentivato: i proprietari, scoraggiati da burocrazia e scarse tutele, preferiscono vendere o lasciare gli immobili vuoti. Il cicsene ha raccolto 17 motivi concreti che spiegano questa sfiducia, segno di un sistema immobiliare bloccato, con troppe case vuote e troppe persone senza casa.

Il Vescovo di Bergamo ha ricordato: «Il futuro della città è una casa per tutti». Ma la realtà racconta altro: studenti smarriti nella giungla degli affitti, giovani che rinunciano a un lavoro per mancanza di alloggi, imprese che non trovano case per i dipendenti.
Dove ci sono case non c’è lavoro, e dove c’è lavoro mancano le case.

«Serve generosità, non come elemosina ma come senso di appartenenza alla comunità», ha detto il Vescovo di Milano: il diritto alla casa non può essere governato solo dal mercato; occorre equilibrio tra profitto e solidarietà, tra interesse privato e bene comune.
Accanto a questa riflessione etica, resta però evidente la responsabilità della politica, che troppo spesso non riesce a tradurre in azioni concrete la tutela del diritto alla casa o che demanda al privato una risposta che richiede una responsabilità pubblica. Servono piani casa di qualità, coerenti con la Costituzione, che recuperino il patrimonio esistente e rendano l’affitto sicuro e sostenibile. Garantire una casa non è solo un atto economico, ma una scelta di civiltà. Ridare centralità all’abitare significa costruire città più giuste e coese, dove ogni persona possa sentirsi parte di una comunità. Perché oggi più che mai, la casa è misura di giustizia, equilibrio economico e coesione sociale.
 

Gianfranco Cattai
NP novembre 2025

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