Pilastro Europeo
Pubblicato il 20-06-2025
La politica di coesione dell'Unione Europea è un pilastro storico fondamentale: è finalizzata a ridurre le disparità regionali e sociali all'interno dell'Unione, promuovendo la crescita sostenibile, l'occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita.
Essa trova il suo riferimento già nel Trattato di Roma (1957), che ha istituito due meccanismi di solidarietà: il Fondo sociale europeo (fse) e il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (feaog), per ridurre le grandi disparità territoriali che gravavano sull'integrazione e lo sviluppo in Europa. Nel 1975 venne creato il Fondo europeo di sviluppo regionale (fesr). Con l'Atto unico europeo del 1986, la coesione economica e sociale è entrata a far parte delle competenze della Comunità europea. Nel 1994 fu istituito il Fondo di coesione e nel 2008 il trattato di Lisbona ha incorporato la terza dimensione della coesione territoriale. Nel corso di questi decenni le priorità politiche sono state via via sempre adattate, con un orientamento sempre più marcato alla competitività e allo sviluppo sostenibile, tenuto ancheconto dei successivi allargamenti dell'Unione. Nel nuovo millennio si sono aggiunte priorità riguardanti l'innovazione, la creazione di una economia a basse emissioni di carbonio, l'istruzione e l'investimento sulle competenze, fino alle priorità del 2021-27, che si focalizzano sui tre obiettivi di una Europa più verde, più intelligente e più connessa. Sempre avendo a cuore il rafforzamento della resilienza sociale ed economica e la convergenza verso l'alto dei territori, a partire da quelli più poveri.
La politica di coesione è caratterizzata da un insieme di fondi e strumenti finanziari per un ammontare oggi complessivo di 330 miliardi di euro su 7 anni, pari a quasi un terzo del bilancio europeo. Secondo capitolo di spesa complessivo, dopo quello per la Politica Agricola Comune (387 miliardi). Queste due politiche sono oggi i due terzi del bilancio europeo, ma comunque in discesa rispetto ai periodi precedenti, nel quadro di un bilancio complessivo che in valori reali è persino diminuito.
Ai fondi principali della politica di coesione (fesr, fse e Fondo di coesione) si aggiungono diversi altri programmi, come quelli destinati all'integrazione per i paesi dell'est, Horizon Europe (per la ricerca e l'innovazione), Life (progetti ambientali), le azioni innovative in ambito urbano e Leader (per lo sviluppo rurale). Si deve inoltre considerare l'investimento straordinario aggiuntivo per la ripresa post-pandemica NextGenerationeu, per 750 miliardi di euro veicolati attraverso i Piani nazionali di ripresa e resilienza, e Repowereu, per rafforzare la transizione energetica, dopo la guerra scatenata dalla Russia.
La spesa dei fondi ordinari della coesione avviene in modo decentralizzato, con la gestione diretta da parte degli Stati e delle Regioni, che adottano propri piani operativi, basati sul cofinanziamento e sul partenariato, sia con forze sociali, economiche e amministrazioni del territorio, sia con partner in altri Paesi europei. Un sistema che ha garantito flussi importanti per gran parte delle regioni europee, esaltando le logiche della flessibilità e dell'adattamento ai singoli territori. Ma i cui risultati sono tuttavia molto differenziati, come ben si può vedere dall'impatto nei territori un tempo più poveri in Spagna, Germania dell'est o Polonia e nei territori del Mezzogiorno d'Italia. In ogni modo, tali fondi restano fondamentali per i bilanci di molte regioni. Si è ora avviato il dibattito su una profonda riforma della politica di coesione in vista della programmazione 2028-2034, con proposte di una maggiore concentrazione e centralizzazione e vincoli marcati su risultati concreti e le riforme strutturali. La discussione non sarà facile, collegata anche al complesso accordo sul futuro bilancio europeo, in un contesto internazionale quantomai turbolento. Tuttavia è chiaro a tutti che la coesione, un successo dell'Europa, dovrà rimanere strategica per sostenere obiettivi primari del progetto europeo, che toccano la vita concreta dei cittadini, delle imprese e dei territori, su aspetti molto tangibili.
Luca Jahier
NP Marzo '25




