Per fortuna mi passa

Pubblicato il 04-04-2026

di Fabrizio Floris

SE NE STA DA SOLO, DISTESO SU UN LETTO DI VIMINI CONSUMATO, nel la piccola baracca di lamiera che chiama casa, ai margini polverosi di Nairobi. La luce filtrata dalle assi sconnesse disegna strisce giallastre sul pavimento di terra battuta, mentre un vento caldo scuote le pareti sottili. È un uomo anziano, debilitato da diversi problemi di salute, e ormai non ha più le forze: da giorni riesce a malapena a compiere pochi passi. È rimasto senza le medicine per la pressione, che non può permettersi di acquistare, e con voce affaticata spiega: «Mi sento il cuore che picchia in testa». I suoi figli sono ancora in età scolare, ma spesso sono costretti a restare a casa: la famiglia non riesce a pagare le tasse governative richieste per frequentare la scuola. Sono costi elevati per chiunque, ma diventano insostenibili per chi vive di piccoli lavori informali e incerti. La prossima settimana iniziano gli esami di fine anno, e per sostenerli ogni figlio deve versare una quota pari a circa 60 euro.

IN QUESTO MOMENTO STANNO TUTTI IN CASA RACCOLTI NEL POCO SPAZIO CHE HANNO e il sig. Robert mi spiega: «Sai, io non posso fare nulla per i miei figli e loro non possono fare nulla per me perché non lavorano e perché non c’è lavoro. Siamo tristi, la situazione è triste». Forse è questa la vera tristezza: non poter fare niente per l’altro. Ci siamo detti ognuno può sempre fare qualcosa: un sorriso, un abbraccio, una stretta di mano, ma il problema è fare quello che serve all’altro in quel momento.

ALLA FINE, ROBERT FA QUELLO CHE PUÒ FARE DAL SUO POVERO LETTO, chiama un amico, che chiama altri amici che comprano le medicine e pagano l’iscrizione agli esami. Non so se questo è giusto, se questo evita la ribellione verso chi governa senza pensare ai bisogni dei cittadini, se questo evita che «i giovani si diano da fare».

SO CHE CI SONO PERSONE CHE REALIZZANO MEGLIO DI ALTRI LA LORO VITA. Che hanno dentro e intorno tutto in ordine. Per ogni cosa metodi e risposte. A volte un po’ le invidio, per fortuna mi passa.
 

Pierluigi Conzo
NP gennaio 2026

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