Patrimonio comune

Pubblicato il 26-01-2026

di Luca Jahier

Un recente sondaggio Eurobarometro promosso dalla Commissione europea rileva che una grande maggioranza dei cittadini dei 27 Paesi ritiene che la cultura e il patrimonio non siano solo un riflesso del passato, ma sono una pietra angolare della società europea. L’87% degli europei la pongono al primo posto se debbono dire cosa promuove il senso di comunità e concorda che gli scambi culturali e gli investimenti su una maggiore e più diffusa fruibilità delle offerte culturali sia la chiave per sentirsi più europei. L’indagine parte dalla consapevolezza che le attività culturali, oltre a costituire un rilevante ambito di attività economica, con crescenti ricadute in termini di occupazione e reddito, hanno impatti fondamentali sul senso di appartenenza e sulla coesione sociale, sul benessere individuale e sulla promozione dei valori fondanti dell’Unione come la libertà, la tolleranza e la democrazia.

I risultati dell’indagine verranno utilizzati dalla Commissione per aggiornare la Bussola della Cultura per l’Europa, molto attesa da tutti gli operatori del settore, che sostituirà l’Agenda per la cultura del 2018 e che la Commissione dovrebbe completare entro la fine dell’anno.

L’indagine ha previsto la realizzazione di 26.319 interviste, distribuite nei 27 Paesi dell’Unione Europea e ha riguardato un’ampia gamma di temi: il ruolo della cultura nella società, il contributo all’economia e le condizioni di lavoro, la libertà di espressione artistica, le modalità di accesso e partecipazione ed eventuali barriere, l’uso dell’intelligenza artificiale, il patrimonio culturale, il ruolo della ue nell’elaborazione delle politiche culturali.

Tra i principali risultati si segnalano quelli attinenti all’ambito del benessere individuale, dello sviluppo economico e dei valori collettivi.

Il 79% degli intervistati dichiara che la cultura è importante per loro personalmente (+2% rispetto al 2017), l’87% ritiene che partecipare alle attività culturali incida positivamente sul benessere emotivo e fisico, mentre l’82% pensa che vivere vicino ai luoghi del patrimonio culturale accresca la qualità della vita e il senso di appartenenza (+11%). In Italia, le relative percentuali ammontano sempre all’89%.

L’86% degli intervistati ritiene poi che arti e cultura siano importanti per l’economia del luogo in cui vivono. In Italia, come in altri Paesi in cui è rilevante il turismo culturale, questa quota è maggiore (91%).

Infine, l’87% di cittadini europei concorda che la cultura e gli scambi culturali possano svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo di una maggiore comprensione reciproca e tolleranza nel mondo, promuovendo così la pace (+5% rispetto al 2017). In Italia questa quota sale al 90%, con una crescita di ben 14 punti rispetto al 2017. Un dato che conferma quanto fosse centrata l’intuizione di Federica Mogherini, già alto Rappresentante per l’Unione Europea dal 2014 al 2019, e poi sviluppata sia al Parlamento europeo da Silvia Costa e altri e al cese dal sottoscritto, fino alla proposta nel luglio 2021 di un vero e proprio Piano di azione per le relazioni culturali come asse della politica estera dell’Unione. Temi e proposte purtroppo archiviate, dopo la crisi dell’Afghanistan di quella estate e la successiva invasione russa dell’Ucraina nel febbraio del 2022, che ha cambiato ogni agenda.

Il sondaggio indica infine una serie di priorità di lavoro: tutela e valorizzazione del patrimonio, inclusività e migliori opportunità di accesso per tutti, equità delle retribuzioni degli operatori del settore.

Di tutto questo abbiamo riscontro nel recente e straordinariamente ricco Summit europeo del patrimonio culturale, tenutosi a Bruxelles lo scorso 12-15 ottobre e promosso da Europa Nostra. Una moltitudine di voci ed esperienze della vitalità creativa che anima, costruisce e da forza alle nostre comunità. Perché la cultura non è solo il luogo dove le nostre radici si riconoscono e si confermano, ma anche il luogo in cui si riproduce il senso del vivere insieme, intanto curando le gravi lacerazioni in corso, come ci hanno ricordato al Teatro filarmonico di Kharkiv, durante il recente Pellegrinaggio della speranza in Ucraina.

E che questo ambito, che genera il bene e spinge alla ricerca del vero, curando il bello, sia così cruciale lo dimostra ancora uno splendido e recente libro di Fernando Gentilini, Atlante delle città eterne. Itinerari e voci nell’Europa delle idee. Insomma, la cultura è forse la chiave che, nel caos del mondo odierno, ci può aprire inedite vie per costruire la pace.


Luca Jahier
NP novembre 2025

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