Pace, che cosa possiamo fare per te?

Pubblicato il 14-04-2026

di Rosanna Tabasso

La pace ha le mie mani!
L’impegno per la pace parte da me e si concretizza prima di tutto nella prossimità, nelle realtà in cui vivo: il contesto familiare, gli amici, la scuola, il mondo del lavoro, il quartiere, la città. È indispensabile infatti aprire gli occhi e guardare dove e come vivono le persone che fanno più fatica. È necessario diventare responsabili del contesto in cui viviamo e ripensare a cosa significa essere cittadini di un territorio e del mondo intero. È indispensabile riunirsi per dialogare, confrontarsi, condividere pensieri e riallacciare relazioni tra di noi per continuare a vivere l’impegno per la pace e non scoraggiarci.

La pace ha bisogno di persone che frequentano la loro coscienza, una coscienza assopita che va risvegliata! Nella coscienza troviamo le motivazioni delle nostre scelte controcorrente: giustizia e verità, solidarietà, rispetto, uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. Sono i valori riconosciuti dalla nostra Costituzione, il punto di riferimento conosciuto e certo per tutti – tutti cittadini italiani senza distinzione – che permette a ciascuno di esprimersi nella propria libertà, senza prevaricare quella degli altri. Un sistema di valori solido su cui poggiano motivazioni altrettanto solide, nate dal confronto con gli altri e sostenute da una rete fitta di relazioni davvero fraterne. Gli operatori di pace si formano così. E vivono in questo modo il loro servizio alla pace, in tutte le stagioni della loro vita, in ogni contesto in cui si trovano a operare. Mi piace farmi accompagnare da quanto la nostra Fraternità ha scritto nel documento L’impegno per pace, profezia per l’umanità : «Oggi parlare di pace è difficile. […] Abbiamo davanti a noi scene di guerra, viviamo in un’epoca di corsa al riarmo a tutti i livelli, un’epoca di profonde divisioni». Eppure «non dobbiamo fermarci a un presente apparentemente senza speranza, ma immaginare oltre, sognare e impegnarci per costruire ciò che ancora non è». Proprio come ci ha insegnato il profeta Isaia.

Oggi scegliere di seguire Isaia significa impegnarsi ancora di più nell’educazione alla pace e alla giustizia, nel rifiuto della violenza, nella cura delle coscienze delle persone che incontriamo, nel servizio ai più deboli e alle vittime di ogni sopruso, nella realizzazione concreta di opere e progetti di sviluppo nel mondo.

Riaffermiamo dunque «la pace come valore plurale, intrinsecamente legato alla democrazia, perché non c’è pace senza libertà». Non una pace generica, disincarnata, «ma fondata sulla realtà degli orrori della guerra, sulla ricerca della verità, e sul perseguimento della mediazione, della composizione del conflitto e della riconciliazione ». Per questo servono giovani e adulti «appassionati, disposti a formarsi, a studiare, acquisire competenze, dare testimonianza di una mentalità di pace, con un impegno in più a rinnovare la forza della democrazia e del bene comune». L’umanità ha bisogno di giovani e adulti che si impegnino per la pace riempiendola di contenuti, partecipazione, motivazioni.
«Se daremo la vita per questo impegno, diventeremo indomabili, sentiremo l’urgenza di non tacere, testimonieremo che l’umanità può rinascere, perché ognuno di noi è pronto a farlo». Prepariamo allora la pace con la forza delle nostre scelte, dei nostri gesti, del nostro pensiero, chiedendoci: Pace cosa possiamo fare per te?
 

Rosanna Tabasso
Focus
NP gennaio 2026

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