Nuove e vecchie paure
Pubblicato il 16-04-2026
ANSIA. Le cifre dicono che si consuma il 20% in più di ansiolitici. Li si prende perché in una società “apparentemente serena” c’è l’ansia della crisi e non solo. Quasi tutti i giovani si rifugiano nei social: lo fanno per sfuggire l’isolamento e trovare inclusione, però, c’è chi ne diventa prigioniero. Cresce, così, la necessità dello psicologo, tanto che c’è pure (insufficiente, ma va prolungato) il bonus del governo. L’inchiesta degli psicologi denuncia che il 18% dei piemontesi ha stati depressivi. La società è diventata più violenta e impaziente. TV e giornali stanno lì a dimostrarlo.
IL TERREMOTO MONDIALE. Il Covid prima, il mondo in guerra dopo, hanno infranto tutti gli equilibri. Negli Stati si parla sempre più di guerra. Nell’economia: con l’energia è aumentato tutto. Nelle persone: le incertezze, purtroppo, sono di più e nuove.
SALUTE. Certo, si sta investendo e anche molto nella sanità: pronto soccorso, nuovi ospedali, case di comunità, liste d’attesa. Ma la risalita è lunga, difficile, faticosa. Così aumentano le rinunce alle cure, soprattutto tra le donne e gli anziani. Quasi sei milioni di italiani, nel 2024, non si sono fatti curare. D’altra parte, quando le visite nelle strutture private vanno da un minimo di 80 euro a un massimo di 120 in su, molto in su, si capiscono molte cose. Le cause principali restano le liste d’attesa troppo lunghe, indicate dal 6,8% come ostacolo determinante, poi le difficoltà economiche.
RABBIA E RANCORE. Ci sono da sempre per ingiustizie, lotte impari, nessuna via d’uscita. Ora, hanno una carica fortissima che esplode in casa, nei rapporti, nelle proteste. E si vede!
TIMORI COLLETTIVI E SOCIALI. Le relazioni restano difficili; si stanno costruendo, a poco a poco, ma non è facile. SOSPETTI. Sono cresciuti molto sia verso i nuovi arrivati che verso i passanti in strada. Quante volte, spontaneamente, porgiamo la mano?
SICUREZZA. Aumenta la percezione dei pericoli anche perché il numero degli “sbroccati” che girano con coltelli e mani pronte è importante. Anche “prima” si facevano le marce, ora ancora ma con un altro spirito. E, dovunque, s’organizza la sorveglianza del vicinato. Mi viene in mente a Campinas, in Brasile, un condominio, nel quale ho dormito, circondato da un muretto “armato” di energia elettrica.
NUOVE E VECCHIE PAURE. Secondo il Censis, oltre 8 italiani su cento temono il cambiamento climatico, la crisi economica, l’aumento della povertà, i flussi migratori, un nuovo conflitto mondiale.
COS’ È CAMBIATO DAVVERO A CINQUE ANNI DALLA PANDEMIA? Siamo più insoddisfatti, più smaliziati e disillusi, più poveri e affascinati dagli autocrati. Non mi sembra che come si diceva allora («Ne usciremo migliori», «Nulla sarà mai più come prima»), abbiamo capito cosa conti veramente. Siamo diversi e più fragili, ma cresceremo! Certamente.
Gian Mario Ricciardi
NP gennaio 2026




