Natale 2025: Il ritorno di Checco Zalone

Pubblicato il 14-03-2026

di Davide Bracco

Immaginate un esercente cinematografico – quindi un eroe solitario – che scruta all’orizzonte per 11 mesi l’anno gli altrettanto eroici spettatori che, abbandonata la pigrizia del loro divano casalingo, si sono avventurati con auto nei centri storici e si avvicinano al botteghino per poi svicolare all’ultimo metro per entrare nel nuovo sushi bar di ultima moda…
… questo Natale sarà per lui vitale in quanto si ripresenta in sala il fenomeno del cinema italiano, quel Checco Zalone capace di riempire le sale (Quo vado? è il maggiore incasso di sempre del cinema italiano) e salvare l’attività di tanti cinema in cronica difficoltà da anni post pandemici.
Il nuovo lavoro del comico pugliese BUEN CAMINO (proprio quello per Santiago) è diretto dal suo sodale storico e regista Gennaro Nunziante, capace di valorizzare l’indubbio talento di Zalone.
Riuscirà il prode a salvare la stagione cinematografica? Ai posteri…

Ma non di questo parleremo ma in un impeto snob del secondo film di Damiano Michieletto, PRIMAVERA, recente vincitore del Premio del pubblico al Chicago Film Festival. Il regista è una conoscenza dei melomani che ancora affollano i teatri d’opera nazionali e internazionali, da sempre incuriositi per il carattere trasgressivo e non convenzionale delle sue regie che tendono a svecchiare e attualizzare un patrimonio musicale segnato da una polemica infinita e insensata sulle regie “moderne” che contrappone ad esempio chi vuole la Traviata in abiti ’800 e chi in minigonna. Una polemica spesso sterile in quanto gli spettacoli (come ogni espressione artistica d’altronde) si valutano non per etichette ma per il loro valore intrinseco. Michieletto a teatro è un regista visionario e pertanto il passaggio al cinema sembra un viatico naturale e PRIMAVERA è opera capace di unire il mondo musicale a quello letterario passando attraverso il cinema. Il film è infatti trasposizione del romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, vincitore nel 2009 del Premio Strega.

Ambientato all'inizio del XVIII secolo a Venezia il romanzo e il film trattano della condizione delle giovani orfane del Pio Ospedale della Pietà dove, agli inizi del Settecento, vivevano bambine e ragazze abbandonate e che formavano con una dura pratica l’ossatura di prestigiose orchestre femminili. Il film analizza i tormenti della giovane violinista Cecilia (l’attrice Tecla Insolia) motivata a proseguire la carriera artistica da un maestro d’eccezione quale Antonio Vivaldi (intrepretato da Michele Riondino), ma anche spinta da un impulso personale che la porta a sognare il vasto mondo anche alla ricerca di un legame materno mai consolidato.
Zalone e Michieletto poco hanno in comune ma non lasciamoci fermare da etichette come i parrucconi dell’opera lirica: tutti al cinema (e poi del caso anche al sushi bar…) per goder del colto e dell’inclito!
 

Davide Bracco
NP dicembre 2025

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