Manipolati online

Pubblicato il 22-04-2026

di Michelangelo Dotta

GIÙ LA SPESA PER I LIBRI, + 723% la spesa per l’acquisto di smartpho­ne: il 59° rapporto Censis di fine 2025 ritrae in modo inequivocabile uno dei trend più diffusi dell’italiano medio, cultu­ra ai margini, social e telefonini sempre più al centro della quotidiana esistenza. Il tempo totale trascorso online è di circa 6 ore al giorno e le piattaforme più usate in termini di tempo sono Facebook (in calo) Instagram, You Tube e Tik Tok (in forte crescita); in aumento anche il tempo me­dio trascorso davanti alla TV tradizionali: circa 3 ore e 24 minuti, che sale a 6 ore per gli over 50. Un vero e proprio trionfo della comunicazione e dell’informazione interamente appannaggio della tecnologia digitale che sembra ormai dettare i ritmi della quotidianità, imponendo in modo perentorio nuovi tempi e nuove abitudini. La riduzione dei consumi culturali dipende in buona parte dalla forte contrazione della spesa per i giornali (- 48,3% in 2 lustri appena) e per i libri (-24,6%), le notizie che ci interessano si cercano e si leggono sugli schermi, avendo cura di scegliere tra le in­finite proposte e versioni quelle più in linea con il nostro pensiero che esprimiamo e sottolineiamo con orgoglio a base di like. L’intelligenza artificiale traccia il nostro profilo, individua con precisione i nostri gusti, le nostre abitudini e il nostro orienta­mento che, di fatto, entrano su un mercato più o meno occulto e legale che, quando va bene, sfocia in quotidiane persecuzioni mirate direttamente al nostro numero privato e, quando va male (sempre per noi sprovveduti divoratori di tecnologia ), va a confluire in un profilo ben più vasto che individua e seleziona grandi gruppi di utenti accomunati, per esem­pio, da simili ambizioni sociali, tendenze politiche o inclinazioni personali e li trasforma in redditizia merce per il mercato del consumo mirato.

MA QUESTO DISTORTO MEC­CANISMO sempre più capillare e invasivo non si ferma qui; è un piatto troppo ricco e appetibile e, dal puro sfruttamento commerciale, si apre a quello politico che, attraverso l’informazione, la televisione, la carta stampata e sempre più via social, si muove come un camaleonte e va a sollecita­re le corde più sensibili di enormi gruppi di potenziali elettori di cui, a questo punto, co­nosce vizi, virtù e aspettative. Il potere vero, quello subdolo e nascosto, organizza le sue trame proprio attraverso questi meccanismi in grado di condizionare, senza mai apparire, masse enormi di persone; le collaudate tec­niche commerciali per indurre a consumare un particolare prodotto, semplicemente trasportate e applicate in ambito politico, un pericoloso escamotage in grado di costruire consenso e garantire voti. La coalizione che ci governa, che si è nel tempo appropriata, occupandoli o comprandoli, dei mezzi di informazione, TV in primis, ha imparato molto bene l’uso di queste tecniche e il suo indice di gradimento continua a essere alto e non subire flessioni, ma non illudiamoci, questo non è il risultato di una buona politica, ma di un ottimo marketing.


NP gennaio 2026
Michelangelo Dotta

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