Mani di pace

Pubblicato il 14-04-2026

di redazione Nuovo Progetto

Dal centro alla periferia: adulti, bambini, ragazzi, tutti in marcia per la città per testimoniare un impegno, per chiedere la pace.

Sudan, Sud Sudan, il Congo, la Repubblica Centrafricana... E poi l’Asia e l’America Latina... Il nostro è un mondo dove i conflitti si allargano … E anche là dove la guerra non c’è, esiste comunque un disagio, una mancanza di cura, un abbandono che impedisce di vivere la pace.
Queste situazioni di ingiustizia chiedono una nostra risposta: accanto all’accoglienza concreta e all’aiuto materiale sentiamo il bisogno di dar loro voce, la più ampia possibile.

Anche quest’anno abbiamo scelto di camminare per portare la periferia al centro. La periferia di Barriera di Milano, di Aurora ma anche tutte le periferie della nostra città con grandi situazioni di marginalità: chi non ha casa, chi non ha lavoro, chi è straniero, famiglie con i figli in mezzo alla strada, anziani soli…
Perché l’impegno per la pace parte da me, la pace che ha le mie mani, che si concretizza anzitutto nella prossimità, nelle realtà in cui vivo: il contesto familiare, gli amici, la scuola, il mondo del lavoro, il quartiere, la città…

La pace non si impone automaticamente, da sola, ma è frutto della volontà degli uomini. La pace è un fatto concreto, è una scelta di vita che parte da ognuno, è l’impegno a lottare contro ogni ingiustizia senza estremismi e violenza. Abbiamo camminato come cittadini del mondo, con uno sguardo che abbraccia tutti i Paesi in guerra.
Vogliamo affermare che proprio nei momenti più difficili, chi crede che la pace sia il bene primario, sente la responsabilità di proclamarla con ancora più passione.
Non possiamo fermarci a un presente apparentemente senza speranza, possiamo guardare oltre, sognare e impegnarci per costruire ciò che ancora non è.
 

A cura della redazione
NP gennaio 2026

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