Mai una colpa
Pubblicato il 03-09-2026
Quando non riusciamo, quando non sappiamo, non abbiamo e non troviamo le forze, quando siamo in un angolo da cui non vediamo come uscire, non è mai una colpa. Quando siamo brutti e quando siamo tristi, quando non ci accorgiamo di essere così e quando ci sentiamo proprio così, quando siamo giù, guardiamo giù e ci buttiamo sempre più giù, la luce spenta dentro occhi fatti per essere accesi sempre, sopraffatti e immobilizzati da qualcosa che non sappiamo neanche noi esattamente cos'è, incapaci di muovere anche solo un passo, non è colpa nostra.
Sappiamo solo di essere poco e di potere poco, per salvare almeno l'onore mandiamo via chi ci vuole bene, sempre un passo più in là, possiamo vederci il giorno dopo, sentirci la sera dopo, rassicurarci che lo faremo sicuramente domani, senza accorgerci del tempo che ci scorre tra le mani, dimenticandoci che non esiste un'altra vita dopo. Prigionieri della tristezza e del casino dentro cui ci siamo persi, non riusciamo più a credere e smettiamo di chiedere e di cercare. Non lo vogliamo, ma stare fermi è l'unica cosa che possiamo, la sola che riusciamo a fare. Vorremmo riuscire a spegnere il sole, annacquare il cielo, fermare il tempo.
Non sappiamo come uscire da un labirinto dove sbattiamo la testa, sbattiamo la testa e non riusciamo a fare altro che sbattere la testa. E continuiamo a fare sbagliato uguale in ogni giorno nuovo che ci regala la vita, come se sbattere la testa fosse il nostro destino e la nostra missione, la condanna che abbiamo meritato per le colpe che abbiamo commesso. Possiamo solo rifugiarci nei ricordi perché esiste almeno un'era dove siamo stati felici. Messi così come siamo abbiamo ancora il diritto di appartenere qualcosa e a qualcuno?
Inchiodati a una croce abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia scendere. Della sveglia che ci desta dal sonno in cui eravamo dolcemente e mortalmente sospesi, del rumore delle sbarre che si rompono e delle cose che cambiano. Succede se qualcuno ci tira fuori, qualcuno che ci vuole così bene da togliere quel muro contro cui sbattevamo sempre la testa e ci costringe a fare un solo piccolo insignificante passo in un'altra direzione che può essere l'inizio di una vita. È il nostro viaggio, quello per cui sapevamo di dover partire, senza avere la forza e il coraggio per farlo.
A volte basta il primo passo e tutti gli altri vengono da soli. L’apertura di uno spazio da dove possano passare nuovi amici e sconosciute possibilità. E no, non era nostra la colpa, nostro era solo il dolore, ed era tutto quello che avevamo, senza conoscere la fortuna di poter ancora credere di essere felici e di sperare nelle cose belle. In una luce che arriva da dentro, in una grande giornata da iniziare con la testa alta e il cuore pieno, tenendo lontano i guai e i fantasmi. Nostra non era la colpa come nostro non è il merito, buona o cattiva può essere la sorte, benedetta è la mano capace di tirarci fuori dalla tristezza e fare ricominciare la vita.
Marco Grossetti
NP maggio 2026




