L'impatto della povertà

Pubblicato il 03-10-2025

di Stefano Caredda

Ci sono cose che accadono e delle quali, a livello pubblico, non sempre ci si accorge, specialmente se sono complesse e riguardano fenomeni che interessano contemporaneamente milioni di persone. Meglio dunque metterli in evidenza il prima possibile, quando ancora riguardano il presente e non già il passato. Una di queste cose è il fatto che in Italia la povertà negli ultimi dieci anni è diventata una condizione strutturale che riguarda una grandissima parte della popolazione. Il dato principale è che una persona su dieci vive in povertà assoluta, il che vuol dire essere in una condizione in cui non ci si possono permettere le spese minime per condurre una vita accettabile (parliamo di bisogni essenziali come cibo, acqua, alloggio, vestiti).

Dice l’istat nel suo Rapporto annuale che in questa condizione ci sono circa 5,7 milioni di persone (il 9,7% della popolazione residente), corrispondenti a 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale). Dal 2014 a oggi, la crescita di questi numeri è stata costante e l’incidenza della povertà assoluta è aumentare, +2,8% a livello individuale). Particolarmente allarmante è soprattutto la condizione delle famiglie con minori, tra le quali l’incidenza arriva al 12,4%, con un incremento di oltre 4 punti rispetto a dieci anni fa: oggi nel nostro Paese vivono un milione e 300mila minori in povertà assoluta. Non va tanto meglio per coloro che non sono in uno stato di povertà assoluta, ma rischiano seriamente di finirci: in questa condizione vive oggi quasi un quarto della popolazione (23,1%), con picchi che sfiorano il 40% al sud. Un rischio che è maggiore per le coppie con figli e che raddoppia in particolare per le famiglie di giovani, quelle in cui il reddito principale è percepito da un soggetto con meno di 35 anni di età.

A conti fatti, insomma, complessivamente in Italia un terzo della popolazione vive in una condizione di rischio povertà o in uno stato che è già di povertà conclamata. E tutto questo in un contesto in cui la popolazione è sempre più anziana, gli anziani sono sempre più soli e le famiglie con figli sono quelle che soffrono di più. Con una crisi del servizio sanitario pubblico che induce un italiano su dieci a rinunciare alle cure mediche per motivi economici.

Afferma l’Alleanza contro la povertà, un network costituito da numerosi soggetti sociali per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà, che la situazione non può più essere sottovalutata: «La povertà non è una fatalità, ma è il risultato di scelte politiche. Per questo servono misure di contrasto universali, che sappiano governare questo fenomeno prima che diventi ingovernabile». Il pensiero è che l’efficacia delle misure di contrasto messe attualmente in campo sia troppo limitata: «Stiamo affrontando la povertà con strumenti inadeguati rispetto alla portata di questo fenomeno, sottovalutando l’impatto che questi numeri hanno e avranno sul nostro Paese e sulla vita quotidiana di chi lo abita». È questa una questione fondamentale per l’Italia di oggi e di domani. 

 

NP Giugno/Luglio '25

Stefano Caredda

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