Lievito di Fraternità

Pubblicato il 22-02-2026

di Rosanna Tabasso

Margherita: Quale significato ha per la chiesa italiana la recente esperienza sinodale?

Ho partecipato al sinodo della chiesa italiana come delegata della diocesi di Torino: Lievito di pace e di speranza. Il 25 ottobre, nella terza assemblea sinodale, abbiamo approvato il documento redatto in quattro anni di lavoro. È stata un’esperienza ricca di umanità e di spiritualità che mi ha fatto respirare la bellezza dell’essere chiesa. Vescovi, laici, sacerdoti, giovani, adulti riuniti attorno allo stesso tavolo per interrogarsi sulle sfide del nostro tempo, tutti alla pari, tutti in ricerca, con un bagaglio di esperienze da condividere. Certamente permangono molte complessità ancora senza soluzione, ma è importante affrontarle insieme, in ascolto gli uni degli altri e sotto la guida dello Spirito Santo, sempre invocato e pregato.

Il sinodo è stato anzitutto un grande incontro di persone: persone conosciute, di provenienza diversa, con esperienze molteplici, chiamate a mettere al centro l’ascolto e a partecipare a un percorso di discernimento comunitario. Persone con un obiettivo condiviso, con uno sguardo comune rivolto alla corresponsabilità, alla formazione permanente, alla pace, alla prossimità, all’inclusione.

Il discernimento, come ci ha ricordato papa Leone, «richiede libertà interiore, umiltà, preghiera, fiducia reciproca, apertura alle novità e abbandono alla volontà di Dio. Non è mai l’affermazione personale, di un punto di vista personale o di gruppo, né si risolve nella semplice somma di pareri individuali». Abbiamo dunque familiarizzato con un modo di operare dove «la verità non si possiede, ma si cerca insieme, lasciandoci guidare da un cuore inquieto e innamorato dell’Amore».

A tratti abbiamo percepito il limite del lavoro svolto, per la fatica di ascoltare e mettere insieme tante sfumature di chiesa; la difficoltà di mettere insieme tanti tasselli senza perdere di vista le priorità per questo tempo storico. Tuttavia la conclusione è stata segnata dalla gioia di aver vissuto un percorso che ha rafforzato la comunione e ha restituito alla chiesa la consapevolezza della sua dimensione missionaria, presenza viva nell’umanità travagliata. Dunque bisogna gioire della strada fatta, inizio di un nuovo cammino che si apre, perché ci ha ricordato monsignor Castellucci, presidente del Comitato Nazionale del Cammino Sinodale: «con il malumore non si va da nessuna parte, non si attira nessuno, non si alimenta una chiesa missionaria ». Abbiamo lasciato così l’assemblea con la consapevolezza di aver vissuto un momento unico che, nella comunione, ha delineato dal basso cosa vuole essere la chiesa in questo tempo. Ancora una frase del Papa aiuta a capire lo slancio cui siamo chiamati: «Sognare e costruire una chiesa umile che si abbassa per lavare i piedi dell’umanità e non giudica, si fa luogo ospitale per tutti, non si chiude in se stessa ma resta in ascolto di Dio e ascolta tutti».

La sintesi dei lavori ci consegna una chiesa spinta dal Vangelo, in ascolto della Parola, sotto la guida dello Spirito, che vuole tornare a essere – come Gesù – attenta all’umano; che desidera occuparsi di persone con tutte le loro ricchezze e bisogni, con un’attenzione particolare ai più fragili, ai giovani, senza trascurare la formazione permanente degli adulti. Una chiesa di persone che respirano la comunione dello Spirito, pienamente corresponsabili delle comunità. Una chiesa mossa dallo Spirito a servire i poveri, a camminare con gli ultimi, con la passione di chi fa suo il grido dei poveri. Il cardinale Zuppi – presidente della CEI – ha ribadito come «senza una riflessione sull’umano – nella sua corporeità, nella sua vulnerabilità, nella sua sete d’infinito e capacità di legame – l’etica si riduce a codice e la fede rischia di diventare disincarnata». Una chiesa dunque, «attratta da Cristo e perciò protesa al servizio del mondo» (papa Leone), «esperta di umanità » che deve collocarsi nel mondo come «lievito di pace, di concordia, di fraternità»

Rosanna Tabasso
NP Novembre 2025

 

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