Leggenda
Pubblicato il 18-03-2026
Ogni leggenda porta con sé quel senso di inaffidabilità che automaticamente le attribuiamo. La nostra parola ha una sorella, del tutto simile, ma senza doppia. E a lei al contrario riconosciamo una granitica affidabilità. Infatti, la parola “legenda” indica il particolare set di informazioni che offre la chiave per comprendere correttamente altri contenuti informativi ben più grandi (tipicamente grafici, schemi, o istruzioni). Una legenda chiede attenzione, offre indicazioni, promette di aiutare a comprendere tutto ciò che c’è di importante. Però c'è un piccolo particolare che dovremmo raccogliere per riequilibrare un po’ il rapporto tra le due sorelle. Perché anche la leggenda chiede attenzione, offre indicazioni. Anche lei promette di aiutare a comprendere qualcosa di importante, e di più grande che non schemi o grafici: le cose della vita. La strana coppia vale per la lingua italiana; ci sono altre lingue che non dispongono dei due termini, ma di uno solo: basti pensare all’inglese “legend”. Tutto a vantaggio degli italofoni, così abbiamo un’occasione per riflettere, e andare a ritroso (controcorrente, talora), per restituire un po’ di dignità alla leggenda. Che non pretende di dirci come le cose sono veramente andate, ma che forse osa molto di più. Una leggenda può incoraggiare a vivere bene il presente, offre le bussole per imparare a discernere la realtà, smuove le fantasie arrugginite per renderle nuovamente capaci di immaginare strade di speranza.
NP dicembre 2025
Fabio Arduini




