Le parole di Angela

Pubblicato il 01-08-2025

di Renzo Agasso

Ha guidato la Germania per sedici anni, dal 2005 al 2021, segnando profondamente la storia del suo Paese e dell’intero continente europeo. Angela Merkel è tra i massimi leader di questo scorcio di secolo, autorevole e rispettata. Qualcuno oggi la vorrebbe alla guida dell’Europa. Nella sua autobiografia – dal titolo Libertà, pubblicata da Rizzoli – cita il discorso che la portò alla guida della cdu (i Cristiano Democratici di Konrad Adenauer e Helmut Kohl, i grandi cancellieri della Germania moderna), dando inizio alla sua straordinaria carriera.

La giovane dirigente venuta dall’est alla caduta del muro di Berlino, di religione protestante, disse quel giorno al congresso del partito: «Voglio una cdu che continui a sviluppare l’etica dell’economia sociale di mercato in un contesto globalizzato. Voglio una cdu che riesca a conciliare mercato e umanità anche in queste nuove condizioni. Voglio una cdu che faccia della dignità umana il suo metro di giudizio per valutare i rischi tecnologici sulla base della visione cristiana dell’uomo. Voglio una cdu che aiuti l’equità intergenerazionale araggiungere una svolta con l’ulteriore sviluppo dei sistemi di sicurezza sociale. Voglio una cdu che difenda la causa di un’Europa dei cittadini. Voglio una cdu che dia libertà al singolo cittadino e che gli affianchi uno Stato forte quando ne ha bisogno. Voglio una cdu che sostenga le piccole unità. L’impegno per la nazione, per la patria, l’impegno per la propria identità, è questo il requisito per orientarsi nel mondo. Voglio una cdu che difenda una Germania tollerante, un Paese che non si dia delle arie e che non nasconda la verità. Voglio una cdu i cui membri siano coinvolti nella formazione dell’opinione pubblica, siano consapevoli e si impegnino nelle discussioni. Ma voglio anche una cdu che prenda decisioni chiare dopo dibattiti e discussioni, che accetti le decisioni della maggioranza e che proceda sulla via comune». Parole che dicono il senso, il valore, la dignità della politica. Parole assenti nel linguaggio violento scurrile volgare dei nuovi potenti e di chi li ha eletti. Angela Merkel le ha pronunciate, le ha praticate, per quanto umanamente possibile. Sono le parole fondative di una politica, di un’Europa, di un mondo liberi dalle menzogne e dagli inganni dei nuovi imperi affamati di dominio, di terra e di sangue. Dall’invasività della tecnologia selvaggia. Chi le pronuncerà?


NP Aprile '25
Renzo Agasso

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