Le domande di Dio
Pubblicato il 29-09-2024
Alle radici della prima scelta di dialogo.
La riflessione dei domenicani Timothy Radcliffe e Łukasz Popko
Dialogare non è scontato, eppure necessario. Arte da imparare e da accogliere. Le domande come chiave per entrare in profondità: una pedagogia usata anche da Dio. È il filo conduttore di Domande di Dio, domande a Dio, l’ultimo libro dei padri domenicani Timothy Radcliffe e Łukasz Popko, scrittore di spiritualità tra i più letti al mondo il primo, biblista dell’École biblique di Gerusalemme il secondo.
Spiega padre Radcliffe: Tutto inizia con la domanda a Adamo «Dove sei?» e finisce con la domanda di Gesù: «Mi ami tu?». Le domande di Dio ci incitano a un nuovo modo di pensare ed essere. Dio non ha bisogno di informazioni, ma desidera donarci una vita nuova. La nostra vita è la risposta.
Qual è la cifra di questo dialogo?
Popko: La conversazione profonda non inizia mai da zero, ma da un rapporto di fiducia.
Non è mai tempo perso perché la verità esiste e l’uomo è capace di comunicarla.
Il dialogo con Dio è uguale a quello che si ha con gli amici.
Con lui possiamo aprirci e affrontare i temi più significativi, intimi e personali. Le domande sono fondamentali ma facciamo fatica a formularle. Siamo in un tempo in cui tutti hanno risposte, ma circa le domande siamo in difficoltà.
E questo succede perché le vere domande nascono solo dalla fiducia. La verità va capita, affrontata, interrogata.
La verità, come dice Gesù, è la via, un cammino che si dispiega nel tempo. Ma il cammino verso la verità è già verità. Dobbiamo darci tempo per vivere e addirittura patire le domande, non accontentarci delle risposte semplici, immediate.
Dio dice all’uomo «Dove sei?» e mai «Cosa hai fatto?». È la cifra di uno stile…
Radcliffe: Sì. Se vogliamo fare un viaggio verso la felicità con Dio, dobbiamo sapere dove siamo in quel momento, per capire quale sia la via migliore. Dio fa una domanda esistenziale per farci entrare in profondità e scoprire il mistero dell’amore. Le domande di Dio sono inviti a scegliere la vita e non la morte.
Popko: Aggiungo una sfumatura in più. Le domande di Dio sono sempre al presente, perché vogliono liberarci dal passato di cui spesso siamo schiavi. Dio riconosce sempre la libertà e la dignità dei figli e ci ricorda che è molto più importante vivere il presente.
Gesù risorto chiede a Pietro: «Mi ami?». Non guardo al tuo passato, ti chiedo ora, in questo momento.
Dio che chiede di dialogare va oltre ogni contrapposizione tra sfera umana e divina. Spesso pensiamo che Dio viva sulle nuvole…
Radcliffe: È vero, ma Dio non è mai contro di noi, è sempre vicino. Io l’ho scoperto in prima persona quando ero a Gerusalemme. Ho scoperto che Dio non era assente, ero piuttosto io a essere assente, a Lui e a me stesso. È stata una grande gioia riscoprire questa presenza. Lo stesso concetto si può esprimere in due modi: Dio è al centro della mia essenza, ma allo stesso tempo presenza che mi accompagna e cammina come me.
Popko: Anche nella Bibbia, nelle Lamentazioni Dio viene visto come nemico quando Gerusalemme viene distrutta.
In realtà, spesso siamo noi i peggiori nemici di noi stessi, perché seguiamo progetti sbagliati. Se Dio li ostacola è perché non sono per la nostra realizzazione. Forse certe opposizioni sono benedette.
Esiste un metodo per accettare la sfida di questo dialogo?
Radcliffe: Si deve cominciare dal silenzio, inteso come mancanza di parola, ma anche come pace del cuore. Condizioni essenziali per creare dialogo. Quando prego la mattina, inizio con il silenzio per superare il caos e il disordine. Non è infatti possibile specchiarsi nell’acqua mossa. Solo quando si calma possiamo vedere la nostra immagine.
Popko: Io credo anche che non dobbiamo aspettare la pace e la serenità perché Dio ci parli. Dio ci parla in qualsiasi situazione, anche in mezzo alla sofferenza, al peccato. Forse proprio in questi momenti ci parla più forte. Dio può trovarci in qualsiasi condizione, anche nel nostro caos. Dobbiamo non dimenticarlo mai.
Dio parla anche nella condivisione tra gli uomini, nella capacità di portare i propri vissuti?
Radcliffe: Certo. Questo è il motivo per cui stiamo svolgendo un sinodo della Chiesa.
Trovarsi e ascoltarsi proprio perché diversi. Uomini, donne, laici, consacrati. Quando le persone conversano in verità tra loro, Dio si manifesta.
Popko: Conversazione è un termine molto profondo, è un modo di essere delle persone che possono inserirsi nella stessa direzione, condividere lo stesso orizzonte. Questa dimensione umana ci apre alla dimensione divina, perché chi sa parlare con gli uomini sa anche parlare con Dio. È un circolo virtuoso: la buona relazione, dialogo e confronto con gli uomini portano a una buona relazione con Dio. Viceversa, sapere dialogare con Dio mi porta a saper incontrare l’altro.
Se dovessimo sceglierne una, qual è la domanda più importante di Dio?
Radcliffe: Io credo che tutte le domande si riassumano nel «Mi ami tu?». Tutte le altre ci aiutano a entrare nel mistero dell’amore, ma è quella la più importante e decisiva.
Un amico prima di morire voleva capire se convertirsi o meno. Interrogò sei cristiani e sei atei. Con lui siamo arrivati alla stessa domanda: «Amare tua moglie è stata un’emozione o l’inizio dell’infinito?».
Alla fine, prima di morire, quel mio amico aveva capito che tutto si fonda sull’amore.
Domande di Dio, domande a Dio.
In dialogo con la Bibbia.
di Timothy Radcliffe e Lukas Popko
Libreria Editrice Vaticana, 2024
Dialogo tra due esperti della Sacra Scrittura che indagano il significato e la portata esistenziale di 18 domande di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Un libro unico, che mette a confronto uno degli autori cattolici più noti al mondo con un giovane e brillante biblista dando vita a un testo ricco e profondo.
«Ascoltatelo!».
Per una spiritualità sinodale.
di Timothy Radcliffe
Libreria Editrice Vaticana, 2024
Raccolta delle meditazioni di padre Timothy Radcliffe al Sinodo sulla sinodalità dell’ottobre 2023. Nel suo abituale stile di scrittura, nel quale si intrecciano riflessione teologica e spirituale, dialogo con la cultura contemporanea nelle sue diverse forme (letteratura, poesia, arte, cinema …) e aneddoti di vita quotidiana, Radcliffe ritrae la sinodalità come lo stile della Chiesa del terzo millennio, così come papa Francesco auspica.
A cura della redazione
NPFOCUS giugno / luglio 2024




