Laudato si', strada di conversione
Pubblicato il 31-01-2026
Laudato si’, dieci anni, un vento nuovo, l’inizio di un percorso. Carlin Petrini, fondatore di Slow food, anima e ispirazione del rispetto per l’ambiente e di una moderna lettura dell’ecologia ha colto, tra i primi, lo spirito dell’enciclica di Papa Francesco. «Il fattore rilevante – spiega – è il concetto di ecologia integrale perché tutto è connesso, le sofferenze della terra sono quelle dell'umanità». È un’idea “rivoluzionaria” che Francesco matura, ascoltando, il grido dei preti e dei vescovi al santuario di Aparecida, trasformandolo in un’esortazione che coinvolge tutti, laici e credenti.
«Certo – spiega – siamo quasi tutti ancora a livello di avanguardia intelligente e non di massa. Siamo immersi, nostro malgrado, in un modello classico di un’economia basata solo sul profitto. Il Papa ha dato inizio a un cammino di conversione.
La sua non è stata un’enciclica di carattere economico ma sociale che risponde perfettamente alle degenerazioni dei tempi che stiamo vivendo. E, infatti, dopo qualche anno ecco l’uscita della Fratelli tutti, logica conseguenza. Infatti così Francesco sviluppa il concetto di fraternità universale e di giustizia sociale, le due vie indicate per costruire un mondo migliore. Senza rispetto per l’ambiente non c’è la fraternità, e il primo passo è la conversione ecologica».
Il Papa era preoccupatissimo del clima. Sapeva anche che il processo di degrado ha una sua velocità che è diversa da quella della maturazione di una nuova mentalità ambientale.
«Tuttavia – aggiunge Petrini – mi ripeteva spesso che per far bollire l’acqua bisogna accendere il fuoco e lui il fuoco lo ha acceso, ovviamente dal basso. E quella scintilla sta cominciando a dare dei frutti perché le pratiche virtuose partono dal basso ». Insomma, la Laudato si’ ha unito l’ambiente e la sua salute alla vita dell’uomo e ha cominciato a farci rendere consapevoli “dal di dentro” che ogni attenzione verso la terra è un mattone nella costruzione di una rinnovata fratellanza tra i popoli.
«All’inizio – continua – la necessità di questa profonda conversione non è stata capita né dalle avanguardie cattoliche, né da quelle laiche. Lo stesso papa Francesco ha maturato la consapevolezza che i mali che affliggono il mondo sono quelli che possono avvelenare la vita della gente mettendo a repentaglio i diritti fondamentali. Ha capito che lo sconquasso ambientale è una realtà e che va affrontato con urgenza».
«Il suo è un invito pressante ad affrontare i mali più forti come l’inquinamento, il cambiamento climatico, la perdita delle biodiversità, il riscaldamento del pianeta perché tutto questo sta alla base delle diseguaglianze, delle ingiustizie, delle guerre».
Ma papa Francesco si è trovato di fronte all’insensibilità dei “grandi della terra”. «Lui però ha avuto il coraggio di gettare un sasso nell’acqua stagnante. Quel sasso sta creando tanti piccoli ma forti e convinti cerchi che s’allargano sempre di più». Lavorano già, dentro di noi, sul territorio e nel mondo per modellare le basi di quella fratellanza universale che è il sogno possibile degli uomini.
Gian Mario Ricciardi
NP novembre 2025




