La TV del potere
Pubblicato il 06-02-2026
Se, a metà anni ‘50, la televisione appena nata, affascinava perché in grado di trasportare gli spettatori a fare esperienza di un mondo sconosciuto, oggi, le immagini in alta definizione degli schermi di ultima generazione, sono il nostro interfaccia privilegiato della realtà che ci circonda, uno scorcio su un mondo senza più distanze in cui la storia quotidiana sembra fluttuare senza mai prendere corpo. La televisione degli albori spronava alla curiosità, spingeva all’esperienza e avanzava pretese, in primis quella di essere una onesta maestra di vita in grado di trasmettere cultura e progresso,, e tutti si sentivano investiti di una responsabilità oggettiva in questo processo. Intere generazioni con la TV hanno imparato a usare la lingua italiana, a spingersi oltre i confini della piazza e del campanile conosciuto, a fare esperienza diretta di un intero mondo che d’improvviso si era palesato attraverso lo schermo.
Ma, se è vero che lo scorrere del tempo non ha usurato lo strumento televisivo, anzi, ne ha moltiplicato la diffusione, la sua funzione è decisamente cambiata: da stimolo per la conoscenza con un preciso progetto culturale a disegnarne i palinsesti a pura e semplice ribalta di un potere politico sempre più autoreferenziale che, incapace di infiammare le piazze e farsi portavoce delle necessità delle persone, usa i mezzi di diffusione di massa, TV e social in primis, per disegnare la realtà a suo tornaconto.
Capite le potenzialità delle immagini, la politica sin da subito ha cercato di appropriarsene, di usare la TV per costruire consenso e addomesticare le coscienze, ma, inizialmente, almeno con un certo stile e garantendo un minimo di pluralismo.
Poi fu l’era delle private dominate e possedute da Silvio Berlusconi a creare il nuovo corso della televisione, sempre più effimera e volgare per parlare meglio alla pancia della gente, distante da qualsiasi mission se non quella di abbassare il livello culturale degli spettatori (dopo alcuni decenni di martellamento, missione riuscita).
Da alcuni anni, l’aumento di sovranisti, la crisi dei valori democratici, le guerre che si moltiplicano, le destre che ovunque avanzano, governano e si impongono, tutti i mezzi di informazione, TV in testa, si sono gradualmente allineati al clima del nuovo potere che avanza e detta la linea senza pudore alcuno e, sempre più spesso, passando apertamente ai ricatti o alle minacce.
La realtà che la TV di oggi ci impone è quella disegnata dal potere politico, predigerita e confezionata ad hoc, abilmente costruita per glorificare il potente di turno, senza mai contradditorio; sempre possibilmente intrisa di violenza verbale; un terreno pernicioso che ha contagiato anche le opposizioni. Così lo show degli odi contrapposti va avanti con successo, e, quando non basta, entra in gioco l'Intelligenza Artificiale.
Trump, come al solito, fa da apripista: pilota un caccia con tanto di corona da re e spande letame sui suoi contestatori oppure, se preferite, eccolo in veste di re Artù /Carlo Magno davanti a un gruppo di sudditi che piega il ginocchio e il capo sottomettendosi al sovrano… sembra impossibile, eppure la gente accende la TV e plaude alla trovata.
Michelangelo Dotta
NP novembre 2025




