La speranza non è aspettativa

Pubblicato il 25-04-2026

di Ale & Eva

QUANDO UN ANNO SI CONCLUDE, SIAMO CONCENTRATISSIMI SULLE SPERANZE che riversiamo nel nuovo: pronti ad affrontare realtà diverse, a cambiare quello che ci sembra non aver funzionato nei 12 mesi trascorsi, desiderosi di vedere concretizzarsi quelle novità che attendiamo per noi, per chi ci sta vicino, per chi neanche conosciamo. C’è una bella differenza tra questo momento e la sensazione che ogni tanto ci prende nel quotidiano di vivere un’aspettativa delusa: le cose non stanno andando come speravamo. Qualcosa manca, qualcuno si è comportato diversamente, ci sembra di perdere il “controllo”. Ci viene incontro una domanda: quando capita che una speranza si trasformi in aspettativa?
Le due parole non sono per niente sinonimi. La speranza ci parla di una destinazione che si raggiunge attraverso strade non conosciute in tempi che non sono dettati da noi, l’aspettativa di un percorso prestabilito che deve portarci dove vogliamo, quando vogliamo. La speranza può rivolgersi ovunque, dentro o fuori dalla nostra vita, l’aspettativa in fondo ha me come soggetto o come oggetto: sono io che devo raggiungere una meta, oppure la realtà intorno a me deve arrivare a rispondere ai miei canoni.
Un’aspettativa delusa ha come figlio il risentimento. Una speranza che non si realizza, si traduce in attesa. Ecco, dai frutti riconosciamo quale albero è quello buono, non lasciamoci ingannare!
La speranza non è aspettativa!
 

Eva & Ale
NP gennaio 2026

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