La seconda morte: perdere l'amore
Pubblicato il 03-11-2025
Ci sono azioni che recano intrinsecamente una volontà di male che solo una mente satanica può ispirare all'uomo per compiere tali efferatezze. L'esigenza che nell'aldilà ci siano delle distinzioni nasce allora da un profondo bisogno di giustizia. È difficile parlare dell'inferno. La dottrina cattolica su questo tema è espressa nella Lumen Gentium, cap. 7, n. 48 e nel Catechismo al n. 1033.
Cosa è questo inferno? Innanzitutto non è un luogo, ma uno stato di avversione a Dio. Questo stato ripropone il problema della libertà dell'uomo: il Signore vuole salvarci rispettando la nostra libertà e sollecitando la nostra responsabilità. Dio accetta il rischio che il suo amore infinito possa essere respinto.
L'inferno ha le caratteristiche dell'immutabilità e dell'eternità, è il dolore che deriva dal non poter vivere nell'amore e dall'aver scelto autonomamente questa situazione. L'uomo, a questo punto, riconosce in Dio l'Amore che sazia ogni desiderio, ma si rende conto di averlo perso per sempre e questo suscita in lui un odio smisurato.
L'inferno rappresenta una seconda morte, cioè la perdita definitiva di Dio e della vita eterna, perché la prima è stata vinta.
Non dimentichiamo che l'inferno può già essere su questa terra: possiamo già essere inferno a noi stessi e agli altri.
Ma già ora è possibile uscire dall'inferno attraverso la grazia dell'amore solidale, della gratuità, e del servizio liberante; quello che facciamo per comunicare agli altri l'amore è già un anticipo dell'Amore eterno, della beatitudine senza fine, del Paradiso. È già liberazione dall'inferno.
E ciò è possibile perché Gesù, per primo, è disceso fino agli inferi, fino al luogo del peccato, della perdizione, dell'allontanamento inesorabile da Dio.
Attraverso lo Spirito la fiducia nell'amore ci permette di uscire dall'inferno, di riuscire a evitarlo perché l'Amore è più forte del peccato e della morte.
Ricordiamo allora che l'inferno esiste perché ognuno di noi possa evitarlo. Grazie alla fede nell'Amore che vince ogni male, ogni paura, ogni malvagità.
p. Mario Airoldi
da Progetto (ora NP) giugno-luglio 1994
NP giugno / luglio 2025




