La parte di Rosaria
Pubblicato il 25-10-2025
Sono passati 33 anni dal 23 maggio 1992: quel giorno a Capaci morirono il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinari.
Per Rosaria Costa – allora moglie di Vito Schifani – il dolore è ancora vivo. Il ricordo non si cancella, anzi è più che mai necessario condividerlo. Qualche giorno fa è stata ospite nella mia scuola (l’Istituto “Amaldi-Sraffa” di Orbassano) per dialogare sulla sua esperienza e sui temi della legalità e della giustizia.
Tanti gli spunti emersi e le riflessioni che ragazzi e colleghi mi hanno condiviso. Qualcuno sottolinea il suo carattere forte e deciso, ritenendolo un esempio. Un altro ragazzo scrive: «Sono contento di aver avuto la fortuna di conoscere la loro storia di questi "eroi silenziosi". Ho imparato che a volte il destino è imprevedibile, ma il messaggio che più mi è rimasto impresso è quanto sia difficile essere "giusti" in un mondo di cattivi e malvagi».
L’invito più forte rivolto agli studenti e alle studentesse è stato quello di scegliere da quale parte stare e credere nei propri sogni più profondi, autentici e veri. «Grazie a tutto quello che ho imparato sulla mafia – scrive una ragazza – so per certo su quale piatto della bilancia porre il mio sassolino».
Da questo è nata anche una discussione in qualche classe, su cosa significhi “scegliere da che parte stare”. «Siamo arrivati alla conclusione – scrive l’insegnante – che vuol dire non mentire a sé stessi. In tante circostanze, molto meno drammatiche, ci troviamo a dovere scegliere tra fare ciò che è più comodo e ciò che è giusto. Non c’è una terza via. Occorre essere consapevoli di ciò che facciamo, a capire quando il silenzio è discrezione e quando è viltà».
Tanti semi lanciati e tanti spunti come l’esempio un collega di diritto, che alla fine dell’incontro commosso ha ringraziato Rosaria perché lui 33 anni fa aveva deciso di studiare giurisprudenza dopo aver assistito ai funerali di Falcone e al discorso che lei aveva pronunciato. Rosaria e tanti testimoni possono condividere il dolore e la gioia, i sogni e le speranze; il resto non ci appartiene, ma alcuni frutti arriveranno perché almeno qualcuno di quei semi sparsi si trasformerà in una scelta di vita vera.
Roberto Lerda
NP giugno / luglio 2025




