La libertà dell'amore
Pubblicato il 21-08-2025
Aprile è il mese in cui celebriamo la festa di Pasqua, festa di grande gioia, preceduta da una grande sofferenza, e da un apparente trionfo del male. L’esistenza del male è uno dei più grandi interrogativi che da sempre scuotono l’uomo: dato che il male nella creazione, che è una cosa buona, non manca mai, sembra che i conti non tornino. Come può la creazione essere buona, se poi in ogni angolo della creazione si annida il male? Siamo forse noi a pervertire il potere creativo riducendolo a una sorgente di dolore?
Sono troppo piccolo per confrontarmi con questo mistero, ma anche troppo vecchio per dire che il male non esiste. A volte, addirittura, esso sembra uscire dalle nostre stesse mani e sovente contro la nostra stessa volontà. La nostra finitezza ci fa scontrare con questa contraddizione della nostra volontà: vogliamo il bene e rischiamo di fare il male. Prima di essere un problema morale o etico, questo mistero ci pone un interrogativo: da dove sorge il male e dove vuole portarci? La Parola di Dio ci parla di un nemico che sparge il male là dove il Creatore semina il bene: la parabola della zizzania ne è un esempio significativo. Gesù parla di un nemico. Questo non significa che esso non sia creatura di Dio, ma ci fa comprendere che nelle creature esiste una libertà di creare o di boicottare la buona creazione. La sorgente non può essere che nella necessaria libertà dell’amore: posso sempre scegliere di non amare e quindi di boicottare la bellezza dell’amore creatore. Il Creatore stesso per curare questa orrenda piaga, di cui tutta la storia umana è piena, si è fatto creatura capace di portare alla pienezza la bellezza dell’amore che salva lasciandosi sfigurare e caricando su di sé tutte le tracce del male. In questo modo lo vince. È la Pasqua.
Guardando la croce, e in essa tutti i crocifissi della storia, di tutte le razze, culture, regioni e religioni, capiamo che Colui che ha plasmato il mondo con amore ha lasciato alle creature una drammatica libertà. L’uomo continua a chiedersi perché? Ma nessuno vorrebbe essere imprigionato in una dinamica d’amore in cui perderebbe la sua libertà. Sarebbe una parodia dell’amore, senza gusto, senza gioia, senza vita. Gesù parla di strada in discesa, che va da sé generando la sua traiettoria, o di strada in salita, che impone di scegliere con fatica come muovere i propri passi e valutarne le conseguenze. Da sempre, fin dal mitico Paradiso nell’Eden, le scelte dell’uomo e della donna, nascono o da un gesto automatico che va nel senso di una volontà capricciosa, o da una difficile decisione come quella di Giuseppe, figlio di Giacobbe, che, pensando all’amore del Padre, decide di salvare quei fratelli che hanno voluto ammazzarlo e, tradendolo, lo hanno venduto come schiavo. Sono l’inizio e la fine della Genesi che, con quadri dalla pittura vivissima, raccontano tutta la storia dell’umanità e che non perderanno mai il loro significato. La lotta fra il bene e il male è sempre presente, accompagnata costantemente dalla paura e dall’invito alla fiducia, dal voler sopraffare l’umile e il mite, dall’adorazione dell’unico Nome che illumina e dà vigore a ogni più piccola parte della terra o dal farsi un nome che riecheggi su tutta la terra calpestando tutto.
Dobbiamo infine notare che, nel libro della vita, il male appare presto, ma la fine vede il Bene vincere: così anche nel grande finale dell’ Apocalisse, dopo tutti gli orrori del male, vince il sospiro d’amore dello Sposo e della Sposa.
Cesare Falletti
NP aprile 2025




