L’obbligo del ricordo
Pubblicato il 18-09-2025
L’Eccidio del Padule di Fucecchio fu un crimine di guerra compiuto dai nazisti il 23 agosto 1944 ai danni di 174 civili che si erano rifugiati in quella zona di campagna tra le province di Pistoia e Firenze per sfuggire ai rastrellamenti di quei mesi.
Vittoria Tognozzi, che allora aveva appena 7 anni, è sopravvissuta alla strage, perdendo però tutto, in particolare la mamma e due sorelline di 5 e 1 anno. Quando parla, i suoi occhi brillano: è la luce di una donna di 87 anni ancora piena di vita, ma è anche la commozione straziante di un dolore che non passerà mai.
«Quel 23 agosto ho perso tutto l’orizzonte della vita e mi manca più ora di allora; la memoria per me è diventata un obbligo. Vorrei che la gente capisse ciò che è successo, a me sembra che sia successo ieri: quelle scene mi pare di vederle ora. Ogni volta che racconto, è grandissima la sofferenza, ma continuo a farlo perché vorrei che questa memoria rimanesse sempre accesa».
Vittoria – nominata Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per la sua attività di testimone dell’eccidio di Fucecchio dove persero la vita molte donne anziani e bambini – ha scritto in una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Caro Presidente, Lei rappresenta più di ogni altro le istituzioni
Roberto Lerda
NP maggio 2024




