L’immagine nello specchio

Pubblicato il 04-05-2026

di Mario Airoldi

Qualunque sia la forma che assume, la preghiera è un incontro con Dio che avviene nel segreto del nostro intimo, perché è lì che ci troviamo a tu per tu con lui. In realtà vedremo chiaramente Dio faccia a faccia e saremo in intimità piena con lui solo dopo la nostra morte, «adesso noi in modo confuso, come in uno specchio» (1Cor 13,12).

Chi non ha sperimentato amore nella sua vita fa fatica a comprendere l’Amore che è Dio e a comunicare con lui. Per poter vedere Dio correttamente, sia pure in modo confuso, nello specchio del nostro intimo, è necessario dunque utilizzare la nostra intelligenza e il nostro cuore, pur sapendo che i nostri sforzi resterebbero vani senza l’azione dello Spirito per costruirci una immagine di Dio come Amore, per renderci capaci di sperimentare Dio come Amore. C’è un’inquietudine del cuore che ha sete di un amore assoluto e che apre, a volte, uno squarcio nel nostro cuore, dove entra un lampo di luce che ci rivela un attimo il volto di Dio, ma la mente subito richiude l’orizzonte del rapporto con Dio.

È importante quindi che la mente sia illuminata e nutrita, mentre il cuore geme nella nostalgia dell’amore assoluto, perché giunga al cuore un’immagine che ci permetta di contemplare il volto di Dio, il volto del Dio d’amore, ci permetta di entrare in comunione con lui. A volte l’immagine che giunge al nostro cuore non è quella del Dio d’amore, ma di un Dio terribile, pronto solo al castigo. Questa immagine fa scaturire in noi solo un senso di paura, perché vediamo un Dio di fuoco che brucia i peccatori, e non il Dio della misericordia. Noi siamo in qualche modo condizionati dalle nostre esperienze di vita, dalle ideologie, dal modo di vivere dominante, e per questo motivo in ogni epoca storica può essere accentuato un aspetto diverso dell’immagine di Dio. Si può accentuare ad esempio l’immagine di Dio dei potenti, e quella di Dio dei poveri. Però in ogni epoca, e per ciascuno di noi, vi è un punto di riferimento fermo, l’icona vivente del volto di Dio, Gesù Cristo. Abbiamo in lui l’immagine di Dio viva, palpitante, fatta di carne, e in lui possiamo veramente scoprire il volto umano di Dio.


da Progetto (ora NP) 1993 n. 6
COLUI CHE PREGHIAMO (1/5)
NP gennaio 2026

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