Io per te, tu per me
Pubblicato il 13-02-2026
La restituzione traduce in forma pacifica, libera e consapevole l'ideale di giustizia per cui si batteva Robin Hood: rubare ai ricchi per dare ai poveri. Chi ha di più, decide volontariamente e spontaneamente di condividere la propria fortuna con chi ha di meno, senza l'appropriazione indebita e forzata delle cose dell'altro, come avveniva un tempo nella foresta di Sherwood. Non scegliamo dove nascere e la restituzione è consapevolezza della buona sorte che abbiamo avuto, riconoscenza per le cose, le possibilità, le relazioni, le persone, le piccole e grandi zone di comfort di cui è fatta la nostra vita.
In questi giorni mi è capitato di assistere a una scena di una tenerezza e una tristezza infinita: uomini grandi e grossi che dopo una notte all'addiaccio si aggiustavano barba e capelli, stropicciandosi il viso, ammirandosi e riguardandosi nello specchietto retrovisore di una macchina parcheggiata in una via laterale. Mi sono sembrati così terribilmente soli mentre sorridevano al bambino con cui passeggiavo, stringendo come la cosa più preziosa il pezzo di cartone che hanno per casa e cercando un modo per essere comunque abbastanza belli per essere ancora parte di una comunità umana da cui ora sono ai margini.
Come i ragazzi e le ragazze che chiedono consigli e rassicurazioni a Chatgpt o a qualche altra forma di ia, in un dialogo intimo e privato con qualcuno che li capisce come nessuna persona reale potrebbe fare. Il diario segreto di una volta, che magicamente mi risponde anche, suggerendomi cosa devo fare per stare meglio.
Lo spazio dove possono fidarsi e non avere paura, essere al sicuro e non sentirsi in difetto, quello che siamo incapaci di creare per loro nel mondo reale. Così restano barricati dentro una cameretta, assaliti dalla vergogna e derubati dal coraggio, cuori soli che cercano parlando con una macchina la compagnia che non trovano nella vita, stanno mille volte meglio fuori dal mondo invece che dentro, sono a un passo di distanza da noi ma è come se in mezzo ci fosse un muro altissimo.
Ci sembra che la felicità sia accumulazione di cose e di emozioni, ma dopo che abbiamo mangiato, indossato, consumato tutto, viaggiato in ogni angolo del mondo, vissuto la più pazza delle esperienze, rimane il vuoto che sentiamo dentro il cuore.
Che possiamo riempire solo nella relazione e nell'incontro con altre persone, da cui invece ci distacchiamo perché percepiamo come fastidioso impedimento al nostro benessere. Un bellissimo libro per bambini di Lorna Scobie, Tutto mio, ha per protagonista un'orsa molto golosa e il suo povero piccolo amico scoiattolo. Dopo avere girovagato per il bosco divorando bacche e ghiande, avanzi di merende, frutti di stagione, una vecchia scarpa e un intero pic-nic, senza degnare scoiattolo di una briciola, proprio prima di andare in letargo, orsa si trova davanti a una gigantesca buonissima torta. «E si accorge di scoiattolo (la cui pancia brontolava forte). E in quel momento prova una strana sensazione. Non era proprio freddo (anche se tirava un'aria gelida). Non era neanche sonno (anche se si sentiva molto stanca). E di certo non era fame».
Orsa condivide infine la torta con scoiattolo e gli altri animali del bosco e si sente subito meglio, perché oltre alla pancia, finalmente ha riempito anche il cuore. La restituzione è molto più che un atto di giustizia, è in fondo, in fondo possibilità di essere felici. Dovremmo essere tutti come un bambino che giocando nella sua cameretta, si diverte a tremare per la paura al solo sentire il nome di Robin Hood, pensando alla possibile scoperta della sua super collezione di giocattoli.
Sapere che siamo e abbiamo tanto, a volte un pochino troppo. E senza pensare mai sia una colpa, sentire che la nostra fortuna è come un debito d'amore da ripagare con chi abbiamo attorno. Possiamo avere la fortuna di essere quelli che hanno di più e un attimo dopo la sventura di essere quelli che hanno di meno. Io per te e tu per me. Si tratta solo di tenere allungata sempre la stessa mano che vorremmo ci tirasse fuori dai guai se nei pasticci ci finissimo noi.
Marco Grossetti
NP novembre 2025




