In obbedienza allo Spirito
Pubblicato il 04-05-2026
«Non avevo altra intenzione che quella di servire Cristo e la sua Chiesa, per dare loro un assaggio di Dio». Uno tra i più noti teologi intervenuti al Vaticano II, il cardinal Henri De Lubac, gesuita (1896-1991), nel 1952 affidava al suo diario il focus della sua vita intera. Per lui la teologia era una forma di carità da contrapporre al crescente ateismo, affiancata dalla stretta adesione al Cristo: «Non c'è cristianesimo se non con la testimonianza data personalmente alla Persona di Gesù Cristo». Vicino a Dio, vicino agli uomini, De Lubac durante la Seconda guerra mondiale visse in clandestinità come appartenente alla resistenza.
Nel ’46 viene accusato presso Pio XII di modernismo; privato dell’insegnamento, i suoi libri sono ritirati dalle scuole e dagli istituti di formazione. Forte delle sue idee, non fa polemiche ma continua a scrivere. Ripristinato nell'insegnamento, papa Giovanni XXIII lo nomina come esperto del Concilio Vaticano II. Amico di Teilhard de Chardin, Maurice Blondel e Gabriel Marcel, il presule dimostrò come il cuore della fede cristiana è l’accoglienza dello Spirito presente in egual misura nei diversi carismi e postulati teologici… Nel 2023, l'arcidiocesi di Lione ha aperto ufficialmente il suo processo di beatificazione.
Annamaria Gobbato
NP gennaio 2026




