Immensità

Pubblicato il 09-02-2026

di Fabio Arduini

Il valore specifico della nostra parola è di indicare ciò che non si lascia misurare a colpo d'occhio. Il mondo è pieno di realtà ben superiori a noi. E chi potrebbe stendere la vista sugli oceani, sulle vastità degli spazi astronomici, o sondare con precisione l'estremamente piccolo? Da sempre l'immenso incute timore, eppure anche rivela qualcosa della grandezza che abbiamo come esseri umani. E può essere addittura docile, alla fine (etimologicamente parlando, immenso non significa infinito). Una montagna può essere immensa, ma usando determinazione la si può scalare. Certo, l'immensità chiede costanza, chiede organizzazione, chiede di tornare a guardare l'uomo come parte di una comunità e non come singolo supereroe. Immensa è la distanza della luna, che pure è stata toccata. Immensa è la fame, che però si può limitare e non è inestirpabile; immensi sono l'inquinamento, l'analfabetismo, le altre sfide dell'umanità di ogni tempo. Questo tipo di sfide si possono vincere, ma sono seguite da nuove sfide. Penso alle parole che i grandi scalatori sentono provenire dalla montagna appena scalata: «Mi hai raggiunto, è vero. Hai potuto guardarmi dall'alto in basso ma solo in quella stagione, da quel versante, in quelle condizioni particolari: in tutte le altre, io rimango immensa per te. Non mi domini!». Ogni immensità rappresenta una sfida per crescere, dopodichè offre nuove sfide. Così dobbiamo riconoscere che in fondo siamo limitati, limitatissimi.


Fabio Arduini
NP novembre 2025

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