Il viaggio dei mattoncini ritrovati

Pubblicato il 16-11-2025

di Massimo Carpo

All’Arsenale della Pace ogni oggetto donato racconta una storia diversa. C'è chi porta una giacca mai più indossata, chi una tazza scompagnata, chi una collana che profuma di ricordi. E poi ci sono loro: scatole di LEGO® dimenticate in soffitta, mattoncini polverosi ammassati in grandi sacchi della spesa, mini-figure vissute, senza nome ma con un passato.
Arrivano così, anonimi e mescolati, portati dalle mani generose di chi sceglie di donare.
Ma qui, al Sermig, nulla resta abbandonato.

I volontari li accolgono come piccoli tesori: li lavano, li contano, li osservano con cura. C'è chi riconosce un’ala da X-Wing, il leggendario caccia stellare di Star Wars, chi trova il casco di un vecchio cavaliere. Ogni pezzo ha un posto. E quando la fortuna vuole, le scatole o le istruzioni arrivano assieme ai mattoncini: e da lì inizia la rinascita.
Pazientemente, i volontari ricompongono set interi, ritrovando castelli, astronavi, camion dei pompieri. E dove manca troppo, si creano kit pronti a diventare gioco libero per altri bambini. C'è chi cerca un pezzo d'infanzia, chi un regalo unico, chi un pretesto per tornare a costruire. Il ricavato? Torna a chi ne ha più bisogno, trasformandosi da semplici pezzi sparsi in oggetti carichi di significato: simboli di resilienza, cura e inclusione.

Così, quei LEGO®, che sembravano solo gioco passato, diventano strumenti di speranza, segni di cura, lezioni silenziose di responsabilità.
Diventano anche un’occasione per sensibilizzare le persone, soprattutto i ragazzi, verso pratiche di riuso consapevole e consumo responsabile.
Non più oggetti dimenticati, ma ponti tra generazioni, idee che uniscono, solidarietà costruita, pezzo dopo pezzo.
 

Massimo Carpo
Focus
NP agosto/settembre 2025

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