Il senso della festa

Pubblicato il 08-10-2025

di Claudio Monge

Il 6 giugno scorso segnava l’inizio delle festività islamiche dell’Eid al-Adha, conosciute in Turchia come Kurban bayram (la festa del sacrificio). È il ricordo della fede di Abramo e della sua disponibilità a sacrificare suo figlio Ismaele come prova d’abbandono a Dio. Essere degni di stare al cospetto del Dio della misericordia e della clemenza, implica un gesto di sovrabbondanza. Tale è il senso sacrificio animale, compiuto all’interno delle famiglie musulmane, anche a beneficio dei poveri.

Tradizionalmente, la festa dell’Eid al-Adha coincide con la conclusione dell’Hajj, il pellegrinaggio ai luoghi santi dell’islam in Arabia Saudita: uno dei pilastri della fede dei seguaci del profeta Muhammad, un impegno da assolvere possibilmente almeno una volta nella vita, nel mese di Dhu l-Hijja. Questi momenti festivi, non sono semplici espressioni del cuore di una fede, ma rappresentano un momento essenziale della vita sociale di un popolo, con importanti risvolti politico-economici. Secondo i primi dati ufficiali forniti dalla Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) e dall’Associazione delle Agenzie di Viaggio Turche (türsab), dal 9 (data della partenza del primo pellegrinaggio nazionale) al 31 maggio (ultima partenza ufficiale), 84.942 cittadini turchi si sono messi in viaggio con destinazione La Mecca (per alcune carovane, associata alla visita di Medina, la città del Profeta).

Di questi pellegrini, il 51,5% erano donne e il 48,5% uomini, mentre l’età media dei partecipanti al pellegrinaggio si è assestata intorno ai 60 anni. Si tratta di dati molto significativi perché, su scala mondiale, la presenza di pellegrini uomini tende a essere maggiore rispetto a quella delle donne. Questo si deve a diversi fattori culturali, sociali e pratici, anche se negli ultimi anni si sono fatti passi in avanti verso una maggiore partecipazione femminile. Per quanto riguarda l’età media dei pellegrini, sempre su scala globale, essa può variare notevolmente, ma in generale si aggira intorno ai 40-50 anni. Certo, ci sono pellegrini di tutte le età, dai giovani ai più anziani, e il numero di quest’ultimi è in aumento, grazie a miglioramenti nelle condizioni di salute, dei servizi disponibili (benché il pellegrinaggio, per il clima e i disagi del sovraffollamento, richieda uno sforzo fisico non indifferente) e a testimonianza di una motivazione spirituale superiore, rispetto alle giovani generazioni, sempre più secolarizzate. Il fattore economico, infine, non è da sottovalutare in queste considerazioni.

Benché sia molto difficile fornire statistiche precise (i prezzi dipendono dal Paese di partenza, dal prestatore di servizi e dal livello di pernottamento scelto), le tariffe del 2025 andavano dai 3mila ai 7mila dollari, per il pacchetto più economico, dagli 8-10mila dollari per l’offerta di gamma media e a partire dagli 11mila dollari, per l’offerta di alta gamma. Queste cifre, ri guardavano, in genere, il volo andata e ritorno e il visto di accesso in Arabia finalizzato al solo pellegrinaggio, la pensione completa per i 5 giorni rituali principali alla Mecca, i trasporti locali, il servizio di una guida e un’assicurazione sanitaria minimale. Sono cifre che, già per la bassa gamma, corrispondono a non meno di tre mesi di stipendio medio in Turchia: uno sforzo economico non indifferente, soprattutto in questi tempi particolarmente difficili, che costringe a intaccare dei risparmi o a usufruire della solidarietà parentale.

Intanto, Tayyip Erdoğan, nel suo messaggio alla nazione per l’ Eid al-Adha, non ha perso l’occasione di polemizzare con il partito di opposizione chp, che ha deciso di non unirsi altri partiti politici per queste festività, per delle ragioni facilmente intuibili in questi mesi di duro scontro istituzionale. Il leader turco, con la consueta retorica, si è rivolto direttamente agli 86 milioni di compatrioti, richiamando al senso spirituale della festa islamica riverberato da migliaia di cartelloni pubblicitari Adımız kardeşlik, soyadımız Türkiye’dir: «Il nostro nome è fratellanza, il nostro cognome è Turchia».


NP Giugno 2025
Claudio Monge

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