Il paradiso per un furgone

Pubblicato il 16-11-2025

di Marco Rossi

Ricordiamo Marco Rossi che ha affiancato il cammino del Sermig nei tanti anni in cui ha messo disposizione le proprie competenze professionali ma soprattutto umane a favore dei poveri

Giovedì 17 luglio abbiamo accompagnato un carissimo amico della fraternità alla partenza di un treno speciale, quello con destinazione paradiso.
Un ingegnere “prestato” ai progetti di sviluppo portati avanti nel tempo. Centinaia di persone presenti alla sua “partenza” hanno testimoniato nei volti commossi tutto il bene donato e ricevuto.
Un esempio di questo bene vogliamo condividerlo, con il diario di una missione umanitaria con destinazione Ucraina via Romania. Un Paese sconvolto dalla sofferenza dei bambini, anziani e malati investiti dalla tragedia della guerra.


Maggio 2022. Due giorni di viaggio per arrivare martedì 27 a Zaporižžja, dove alla sera abbiamo consegnato materassi, coperte e un po’ di alimentari a un'associazione di volontari che gestisce un enorme scantinato, una sorta di bunker, dove hanno trovato accoglienza decine di profughi delle zone occupate e altre persone terrorizzate dai continui bombardamenti della città.
Mercoledì mattina consegna di tutto il materiale sanitario (circa una tonnellata) e di due generatori all'ospedale di Zaporižžja. Poi, indossati i giubbotti antiproiettile e con la scorta dei militari, ci siamo avvicinati al fronte nella zona a sud-est di Zaporižžja in prossimità di Huljajpole.

Dopo giri vari su strade complicate per le buche, per il fango e per la chiusura di alcuni tratti risultati troppo pericolosi a causa bombardamenti in corso, siamo arrivati a un villaggio dove abbiamo distribuito sacchi di cibo a persone affamate, in massima parte anziani, ma molto dignitose nella loro sofferenza. Pianti di commozione al nostro arrivo, sorrisi e abbracci di riconoscenza e il continuo “boom” di sottofondo delle bombe. Siamo passati a 3/4 km dal fronte ma a Huljajpole (cittadina praticamente rasa al suolo dove avevamo già portato cibo ad aprile) non ci hanno lasciato entrare per il rischio troppo grande di essere intercettati come colonna di aiuti da fermare.

Giovedì mattina di buon’ora abbiamo fatto visita alle suore basiliane che ci hanno accolto con la consueta ospitalità (splendida colazione!) nel clima di pace e serenità che caratterizza i loro monasteri. Anche a loro abbiamo lasciato una buona dose di aiuti, soprattutto alimentari, per alleviare le sofferenze della moltitudine di rifugiati e di reduci dal fronte, feriti, mutilati o ancora sotto shock, che da loro si attendono supporto spirituale ma spesso anche materiale.

A seguire siamo andati nella zona di Nikopol', a sud ovest di Zaporižžja sul lato destro del fiume Dnepr. Sulla riva destra gli ucraini, sulla sponda sinistra i russi. Esattamente di fronte a Nikopol', ben visibile sul lato sinistro del fiume (una volta largo chilometri ma ora ridotto a poco più di un fiume secondario a seguito della distruzione della diga a valle) la centrale nucleare di cui tanto si è parlato e si parla ancora in questi giorni. Anche in questa zona consegna di viveri nei villaggi: stesse emozioni, stesse commozioni e stessi abbracci.

Ultima tappa nelle zone a sud di Nikopol', precedentemente occupate e ora liberate. Distruzione ovunque, carri armati bruciati e abbandonati, macerie sotto le quali, dicono, ci sono ancora corpi di soldati russi abbandonati durante la ritirata precipitosa.
Anche qui consegne di sacchi di alimentari e di due generatori per la scuola messa su in fretta e furia dopo la distruzione di quella in esercizio prima della guerra; e anche qui grandi bisogni, grande e commossa riconoscenza e tanta dignità.

Da lì, verso le otto di sera siamo partiti per il rientro a Baia Mare in Romania con l'obiettivo di arrivare entro la serata di venerdì per consentire ad alcuni di noi di andare a Cluj-Napoca in tempo per un volo di sabato mattina presto.

Obiettivo raggiunto… anche se ci è costato guidare ininterrottamente – anche durante la notte, con solo un paio di ore di sonno sdraiati nei cassoni ormai vuoti dei furgoni – ma la soddisfazione di essere riusciti a sfamare soprattutto anziani e bambini non ha confine: il grazie che traspare sul loro volto ci ripaga abbondantemente.
 

Dal diario di Marco Rossi
Focus
NP agosto/settembre 2025

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