Il cranio modificato

Pubblicato il 28-11-2025

di Agnese Picco

Scoperto in Liguria il più antico esempio di questa antica pratica

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports un cranio ritrovato nella grotta delle Arene Candide in Liguria è il più antico esempio europeo di modificazione intenzionale del cranio: risale a 12.500 anni fa. Nel corso della storia molte popolazioni diverse hanno praticato la modificazione artificiale del cranio con il fine di comunicare status, identità o appartenenza a un gruppo. Le più famose sono le popolazioni andine cosiddette precolombiane, come Maya e Inca, ma anche nel continente euroasiatico era conosciuta e praticata, ad esempio dagli Unni e da alcune popolazioni germaniche come Longobardi, Burgundi e Turingi. Ma la modificazione intenzionale del cranio è un’usanza molto più antica: in Asia risale a circa 11.200 anni fa, in Australia a 13.500 anni fa. E nel nostro continente?

Un nuovo studio effettuato su un cranio ritrovato negli anni ‘40 nella Grotta delle Arene Candide (Finale Ligure) ha portato i ricercatori a ritenere che possa essere il primo esempio europeo a oggi noto di questa pratica.
Appartenente a un maschio adulto, ac12 è stato scoperto in una nicchia sopra un'altra sepoltura. Negli anni '80, i ricercatori ipotizzarono che potesse essere il risultato di una malattia o di un incidente in età infantile che ne aveva alterato la crescita. Oggi i ricercatori hanno eseguito scansioni tc separando virtualmente le ossa per poi ricostruire il cranio in quattro modi per confrontarlo con crani provenienti da tutto il mondo.
I risultati hanno rivelato che ac12 era simile ad altri crani modificati artificialmente. In particolare, la forma è stata probabilmente ottenuta avvolgendo strettamente strisce di tessuto attorno alla testa dell’uomo quando era neonato.

I ricercatori stanno indagando diverse ipotesi riguardo all’identità dell’uomo. Apparteneva a un gruppo diverso rispetto agli altri sepolti nella grotta? o godeva di un diverso status sociale? L'analisi del dna degli scheletri delle Arene Candide è in corso e potrebbe far luce su questi aspetti.
 

Roberto Lerda
NP agosto/settembre 2025

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