Il cinema da casa

Pubblicato il 05-07-2026

di Davide Bracco

Esistono dei momenti più o meno notevoli che certificano dei cambiamenti più o meno rilevanti in atto. E probabilmente l’uscita del nuovo film Netflix THE RIP di Joe Carnahan con Matt Damon e Ben Affleck è uno di questi. Non certamente per la qualità dell’opera, un thriller godibile ma senza particolari meriti quanto invece per alcune caratteristiche di novità riguardanti la scrittura e i termini produttivi del film..

Particolare scalpore ha fatto un’intervista rilasciata da Damon per l’uscita del film nella quale l’attore ha rivelato come il modo di fare cinema per lo streaming stia cambiando e, per far fronte alla particolare fruizione casalinga, gli sceneggiatori sono indotti a delle scelte diverse rispetto a quando scrivono storie destinate al grande schermo. Lo spettatore da divano è infatti molto più propenso alla distrazione (con il telefonino sempre a portata) rispetto a quello immerso nel buio della sala cinematografica e quindi di conseguenza questa frammentazione dell’attenzione dello spettatore influenza le scelte creative. Il canale a pagamento consiglia gli sceneggiatori a ripetere più volte nel corso del film (in questo caso per THE RIP) gli elementi chiave della narrazione per evitare che qualche spettatore se li possa perdere mentre risulta impegnato in altre faccende...

Un cambiamento molto forte nella scrittura cinematografica che molti avevano già constatato, ma mai era stato così esplicitato dalle parole di un addetto ai lavori che si dice preoccupato davanti al rischio di una limitazione della libertà creativa a favore di una omologazione della scrittura cinematografica secondo regole di fruizione prestabilite a priori. Il film ha portato anche una seconda innovazione per quanto riguarda il modello economico: la casa di produzione del film Artists Equity (di proprietà di Damon e Affleck) ha infatti contrattato con Netflix un accordo che in partenza prevedeva che i compensi iniziali per la troupe fossero più contenuti ma dignitosi, mentre i guadagni maggiori arrivassero in caso di successo del film calcolati sul numero di ore di visione del film passate dagli spettatori sul canale a pagamento.

Al posto dei biglietti venduti ora si calcolano le ore degli spettatori passate sul divano in maniera chissà quanto consapevole. Lo streaming sarà una semplice fase evolutiva per le storie in immagini o una loro brusca trasformazione? Ai posteri...


Davide Bracco
NP Marzo 2026

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