Il cantico delle formiche

Pubblicato il 30-12-2025

di Max Laudadio

A novembre uscirà il mio nuovo libro dal titolo Il Cantico delle Formiche. La melodia dell’anima. Non voglio utilizzare questo spazio per promuoverlo, ci mancherebbe, ma questo numero di np tratta della responsabilità, declinata come «Comincio io!», e non ho potuto non constatare un legame stretto tra il contenuto del mio testo e queste tematiche. Il Cantico delle Formiche nasce in occasione degli ottocento anni del Cantico delle Creature di san Francesco, un testo che, insieme al Laudato Si’ di papa Bergoglio, è stato d’ispirazione di ogni mia scelta passata. Racconta la strada che io e la mia famiglia abbiamo scelto di perseguire in un mondo dove, giorno dopo giorno, guerra dopo guerra, soprusi dopo soprusi, egoismi dopo egoismi, scelleratezza dopo scelleratezza, incoerenza dopo incoerenza, appare difficile trovare delle soluzioni. Ma non ha l’ambizione di insegnare qualcosa, cerca solo di spronare i lettori a delle riflessioni sulla vita, e su quello che ognuno di noi può fare per lodarla. Ognuno con le sue esperienze, le sue scelte, le sue convinzioni. Noi, come fossimo piccole formiche, ci siamo messi al lavoro in prima persona, e colmi di speranza e della consapevolezza che da soli qualsiasi proposta avrebbe rischiato di diventare sterile, abbiamo cercato l’aiuto e la condivisione di altre formiche, perché solo la comunità restituisce frutti preziosi. Siamo chiamati ad essere protagonisti attivi del cambiamento, mettendoci in gioco senza la paura di riceverne in cambio delusioni. In prima persona, senza delegare, e capaci di aprirsi a chiunque voglia accompagnarci nel nostro cammino, anche con la capacità di modificare le nostre convinzioni se queste si dimostrassero non adatte ad un bene comune più grande.

Cominciare da noi stessi diventa il primo obiettivo, con Responsabilità, senza dimenticarsi che questa sottintende la Misericordia, nella sua accezione più ampia, rivolta a tutti, nessuno escluso. Ma anche l’Allegria, o Letizia come insegna Don Bosco, rendendola l’unico sentimento con il quale affrontare la vita. Dobbiamo imparare a sconfiggere la tristezza, considerata dagli antichi padri monastici l’ottavo vizio capitale, e che mai come nella nostra epoca andrebbe riconsiderata tale.

A essere sincero, ci sono molte occasioni in cui la speranza avrebbe il diritto di svanire: di fronte al pianto e alla sofferenza dei bambini in Palestina o allo sterminio di civili come risultato di guerre folli e assurde; davanti alla perdita sempre più crescente di valori etici in chi fa politica; ma anche quando l’uomo assume meno valore del denaro, o la natura, che invece dovrebbero rimanere sempre al centro in ogni nostro pensiero; oppure quando l’egoismo, l’avidità, l’interesse privato, arrivano addirittura ad uccidere, anche solo la nostra dignità. Potrei elencare decine e decine di azioni che avrebbero il diritto di annientare la nostra speranza ma, nonostante tutto, e forse perché sono un inguaribile sognatore, anche con il rischio di essere considerato pazzo, continuo a credere che niente sia veramente perduto, e che piano piano si possa cambiare tutto ciò che oggi tende a soffocarci privandoci del desiderio di amarci. Ma dipende da noi, e se è vero che nessuno può scegliere per gli altri, è altrettanto vero che nessuno può decidere al posto nostro. Siamo piccoli, come formiche. Ma riconoscerlo ci permetterebbe di vivere con più rispetto, meno arroganza e la consapevolezza che la vita è un solo un grande dono da condividere.


Max Laudadio
NP ottobre 2025

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