I valori dei nonni

Pubblicato il 09-03-2026

di Gian Maria Ricciardi

«Il pane di ieri è buono anche domani», così scrive un grande conoscitore della Bibbia, Enzo Bianchi. È così: ritrovare i valori che hanno dato serenità e vita ai nostri nonni, a noi e, forse, anche ai nostri figli. È la via dei valori dimenticata in anni di consumismo, di nichilismo, in una vita che la maggior parte di noi ha vissuto troppo superficialmente.

Certo, tutti ci siamo preoccupati dell’inflazione, del Covid, delle crisi ricorrenti, del lavoro difficile da trovare ma, qualche volta, abbiamo perso la bussola. È possibile, però, ritrovarla con i valori che i nostri nonni ci hanno lasciato: l’onestà, la solidarietà, il rispetto, la speranza, la fede. Gesù, anche quest’anno, nasce sotto le bombe: in Ucraina, a Gaza, in 56 guerre sulla terra e nei cieli. Con Lui, se ci fermiamo un attimo, possiamo ritrovare la stella. Il mondo è in fiamme: Putin, come Hitler con i missili V2, si bea della sua arma “invincibile”; in Africa e Asia decine di guerre fanno migliaia di morti. I “grandi della terra” si insultano più o meno allegramente, seminano odio e rancore come, a volte, succede in casa anche da noi.

Dal vocabolario e, troppo spesso, anche in strada, in casa, sul bus s’è persa la parola “rispetto”. È indispensabile ritrovarla. Come scrive papa Leone, bisogna investire nell’educazione e ricorda i santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. È un altro inizio, ma quante volte nella vita l’hanno fatto i nonni! Come scrive un vescovo vicino a noi, mons. Derio Olivero di Pinerolo, occorre ripartire, e il presidente Sergio Mattarella conferma e aggiunge con dignità e umanità. Camminare in strada, anche di giorno, in certe parti d’Italia è rischioso. Ricordo un giorno, a Rio de Janeiro, quando a mezzogiorno mi consigliavano, in pieno centro, di nascondere orologio e catenina d’oro o a Buenos Aires di non attendere il taxi sul marciapiede con le valigie per i ladri che sbucavano.

Quell’insicurezza, come tante altre volte, passerà. È la nostra che va affrontata con la rilettura dei momenti forti di chi ci ha preceduti. Bisogna ritrovare i valori e passarli a tutte le generazioni. Parole come centralità della persona umana, solidarietà, condivisione possono ridiventare piccole pietre d’angolo del tempo che verrà. Invece, purtroppo, la mancanza di sensibilità delle persone dilaga. Con l’Intelligenza Artificiale si sfruttano e si deturpano le immagini, spingendo alla disperazione e al suicidio i giovani più fragili. Non ci sono più solo avversari, ma nemici: l’odio ha invaso ogni sfera del vivere umano. Ci sono fatti gravissimi, ma anche quotidiane “parole grosse” che feriscono come coltelli. Tutto succede per il venir meno dei principi di vita che esistevano quando si rivoltavano i cappotti, si comprava il pane a credito col libretto e, per giocare, i bimbi disegnavano sulla sabbia. S’era più poveri e malconci, ma sereni. Si può ritrovare quell’atmosfera? Basta avvicinarsi a quel bimbo nella stalla, chiedersi il perché e rivedere la sua stella. È lì, uguale, forte, unica, da più di duemila anni, con il suo carico di umanità.


Gian Mario Ricciardi
NP dicembre 2025

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