Ho paura
Pubblicato il 07-07-2026
Ho paura. Tanta. Ho paura perché la follia che respiro intorno a noi non si può evitare con qualche scelta o azione collegata alla nostra volontà. La guerra è l’assurdo risultato di cervelli che ragionano diversamente da quelli della stragrande maggioranza della popolazione mondiale e che abitano le teste di poche persone potenti. Peraltro diventate tali per concessione della stessa gente che rischia di subirne le conseguenze. Per loro vedere un bambino dilaniato da una mina sembra sia soltanto il prezzo da pagare per conservare il loro potere, addirittura giustificando un’azione così barbara come il mezzo per garantire la rinascita economica di un Paese. Follia. La guerra è follia, nient’altro, e non può che fare paura.
Da sempre il nostro mondo racconta guerre prive di senso, lontane tra loro, scatenate da motivazioni diverse, ma che hanno la caratteristica comune di radere al suolo paesi interi e comunità indifese. Forse la nostra più grande colpa è stata quella di far finta che non esistessero, perché lontane dai nostri confini e dai nostri interessi. L’Ucraina ci ha risvegliato. Come l’incubo più terribile che si potesse avere. E l’ha fatto nel peggiore dei modi, facendoci sentire deboli eincapaci di reagire. Le bombe sono tornate a cadere vicino a noi, forse proprio perché abbiamo ignorato quelle che cadevano lontano. E oggi ne percepiamo il suono, la potenza e la conseguente puzza di bruciato e morte.
Io ho paura. E non mi vergogno a dirlo. Ho paura perché quello che ci viene raccontato non è un film, e l’assurdo è che negli anni ci siamo comportati come se lo fosse. Ho paura perché uno dei miei figli oggi compie trent'anni, l’altro, a giugno ne farà ventitré e, l’ultimo, è padre di quattro angioletti ancora tutti minorenni. Ma ho paura anche per i miei nipoti; per i figli di persone che non ho nemmeno conosciuto; e per tutti quei bambini che oggi vivono ancora, e giustamente, nel fantastico mondo dei sogni. Loro dovrebbero avere solo il diritto di pensare a come realizzare la propria vita, rincorrendo quei sogni, gli obiettivi e i progetti che ne derivano, e invece le bombe continuano a cadere ovunque, e sempre di più, rischiando di sgretolare il loro futuro. Il 2026 è stato classificato come l’anno con il numero più alto di conflitti attivi dalla Seconda guerra mondiale, oltre 50. Si muore in Ucraina, a Gaza, in Myanmar, in Sudan, in Siria, nella Repubblica democratica del Congo, in Nigeria, in Iran e in talmente tanti altri posti che solo la lista dovrebbe farci rabbrividire. Nonostante questo, spesso non ci interessa nemmeno sapere in che continente si trovino questi Paesi.
Mi fa paura la guerra come mi fa paura qualsiasi gesto autoritario, o il potere indiscriminato che alcuni politici assumono forti del consenso ricevuto alle urne; ma anche il menefreghismo della gente mi fa paura, come del resto la superficialità con la quale viene affrontato un tema così delicato. Mi fa paura la nostra classe politica che sembra priva di qualsiasi proposta, impegnata solo nella ricerca di consenso, e anche chi di loro si eleva a esperto senza nessuna competenza. Ma la cosa che mi fa più paura, è che la guerra genera guerra e non può essere considerata, promossa o giustificata come uno strumento di Pace.
Il no alla guerra deve diventare voce comune, la condizione che non può ammettere trattativa, la pietra d’angolo sulla quale ricostruire le relazioni, il dialogo e la speranza. Il no alla guerra deve essere la vera battaglia di tutti noi ai potenti, agli invasati, ai politici stupidi, agli estremisti, e a tutti quelli che hanno perso la ragione dopo qualche voto ricevuto. Perché la Pace, è l’unica condizione accettabile.
Max Laudadio
NP marzo 2026




