Gli antidoti

Pubblicato il 05-09-2026

di Francesco Antonioli

Come fermare predatori e mercanti di armi...

LA GUERRA È PACE. L’IGNORANZA È FORZA. LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ. Sono alcuni agghiaccianti slogan del partito che domina la società distopica immaginata da George Orwell in 1984, romanzo, pensate scritto nel 1949, denuncia graffiante di come l’odio e la retorica bellica vengano utilizzati per controllare l’economia, le risorse, le coscienze. Mi ha colpito vedere che un gruppo di giovani ne discuteva in modo appassionato al Festival du livre di Parigi che ho visitato in aprile.

HO AVVERTITO UN BEL SEGNALE DI SPERANZA nel sold out dell’iniziativa, con ragazzi e adulti in stand formicolanti dove si ragionava e campeggiavano frasi come Le bonheur est dans les livres e Écrire apaise les maux. Ovvero: «la felicità sta nei libri» e «scrivere allevia i dolori».
C’è desiderio di antidoti alla violenza che maramaldeggia sulla scena internazionale.
All’ingresso del Grand Palais c’era anche una edicola di Le Point, settimanale francese nato nel 1972, storicamente ispirato al centrodestra ma con un numero speciale di geopolitica intitolato 2026. Le temps des prédateurs, con infografiche, reportage, analisi.
Nell’editoriale Jerôme Cordelier, caporedattore del magazine, parla di «ritorno della legge della giungla». E in effetti, il protagonista indiscusso sembra essere l’odio. Viene coltivato, nel linguaggio e non solo, perché alimenta mobilitazione bellica e paura, giustifica sacrifici e razionamenti, mentre l’emozione collettiva generata dalla propaganda crea consenso per misure economiche restrittive. È il clima di 1984 ed è la cultura del caos, che però sta scoppiando nelle mani di un irresponsabile affarista come Donald Trump.

ORWELL, COMUNQUE, PARLAVA SENZA MEZZI TERMINI di distorsione economiche legittimate dalla “necessità della difesa”. I dati, drammaticamente, dicono esattamente questo. Alla fine di aprile sono stati rivelati nell’ultimo report del sipri (Stockolm International Peace Research Institute): nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 2.887 miliardi di dollari (+2,9% sul 2024); l’Italia ha compiuto un balzo del 20% ben di più della media europea (+14%) nella corsa al riarmo. Nel vecchio continente colpiscono le performance di Polonia (+23%) e della Spagna (+50%). In ogni caso Stati Uniti, Cina e Russia firmano il 60% dell’intero investimento.

INUTILE DIRE CHE CON QUESTI DENARI SI POTREBBE FARE BEN ALTRO NEL MONDO. Inutile ripetere che nonostante gli arsenali che si riempiono nuovamente il mondo non è affatto più sicuro, anzi. Tuttavia, rimanere impietriti di fronte a questa situazione («D’altronde, che possiamo fare?», ci si domanda) è proprio ciò che desiderano i predatori, perché li si lascia indisturbati nelle stanze dei bottoni, liberi di trasformare le democrazie in autarchie e via di questo passo.
Ecco perché non debbono scomparire dal nostro alfabeto l’indignazione e la denuncia, come sta facendo papa Leone. Ecco perché non bisogna stancarsi di operare per il bene comune, con «bontà disarmante».

NEL FEBBRAIO 2024, MARIO CALABRESI (foto) – uno che con la sua famiglia ha vissuto sulla sua pelle l’odio degli anni di piombo per l’assassinio del padre Luigi il 17 maggio 1972 – ha pronunciato uno straordinario “elogio della gentilezza” all’interno di Splendida cornice su Raitre. Cercatelo, si trova su YouTube o su RaiPlay.
Cita il libro Wonder di Raquel Jaramillo Palacio, che leggeva alle sue figlie gemelle prima di coricarsi. «Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile», raccomanda il protagonista di dieci anni, August "Auggie" Pullman, affetto da una malformazione. Non è una scelta perdente. La gentilezza è a costo zero ed è disarmante.
 

Francesco Antonioli
NP maggio 2026

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