Gesù e la samaritana
Pubblicato il 03-12-2025
All’interno di questa miniatura è estremamente significativa la composizione della scena dell’incontro tra Gesù e la samaritana. Possiamo dividerla in tre parti: nella zona centrale troviamo Gesù, seduto su una roccia, a sinistra, e la samaritana con l'anfora in mano e vicina a un piccolo pozzo, a destra, che si guardano e parlano. Dietro a Gesù, quindi al margine di sinistra, ci sono i suoi discepoli tornati dall'aver acquistato il pane, e dietro la samaritana, all'estrema destra, ci sono i samaritani, abitanti del villaggio di lei, che sono arrivati grazie alla sua testimonianza. Dietro i due gruppi di persone ci sono due monti, che rappresentano Gerusalemme e Samaria, rappresentano il motivo di divisione tra gli israeliti e i samaritani che – come dice la donna – adoravano Dio su questo monte e non a Gerusalemme. Questa è la domanda che la donna fa a Gesù dopo aver intuito che lui è più che un profeta, perché ha letto nel suo cuore la verità della sua vita, perché le ha detto questa verità con un amore forse mai sperimentato. Questa donna riceve la verità della sua vita dalle parole di Gesù, dal quale non si sente giudicata, ma profondamente compresa e amata. Tanto che questo essere "riconosciuta" – «In questo hai detto il vero, tu hai avuto cinque mariti e quello con cui stai ora non è tuo marito» non la fa vergognare ma le dà una nuova forza, una nuova vita, il coraggio di portare una bella notizia proprio a coloro da cui si nascondeva.
E le dà il coraggio di chiedergli se è giusto adorare Dio su quel monte o se è davvero meglio Sion. Gesù le risponde che i veri adoratori di Dio lo adoreranno in spirito e verità, quindi nella relazione con Dio, più che un luogo fisico, ma ovunque siano, purché lo facciano nello spirito e nella verità. A quel punto Gesù le si rivela come Cristo, il Messia. Come il centro del brano è il dialogo tra Gesù e questa donna, così il centro dell'immagine è uno spazio vuoto, è lo spazio di incontro, di verità, di amore tra Gesù e lei. Uno spazio che si trova tra un popolo e un altro, tra chi adora su un monte e chi su un altro, uno spazio di verità che unisce popoli da molto tempo divisi da giudizi, disprezzo, odio. Chi crea questa unione è Gesù che inizia un dialogo di amore con quella donna, con quel popolo come un innamorato cerca la sua sposa, come Dio in molti brani della scrittura, cerca il suo popolo, i suoi figli, e non solo il popolo "eletto" ma tutti, tutti i suoi figli, tutti i popoli. Quella mano tesa verso di lei, verso il suo popolo, diventa una mano tesa anche per noi oggi, e per tutti coloro che si sentono "esclusi" dalla grazia di Dio, esclusi dal suo amore, perché sappiano che Dio lo sta cercando, li sta chiamando, perché nella verità lo possano ritrovare, perché si lascino riconoscere dal solo che conosce le profondità dei cuori, le motivazioni profonde e le ferite non rimarginate…
Se impariamo di nuovo a cercare la verità dentro di noi, a cercare Dio, a dargli la possibilità di incontrarci, con un po’ di silenzio, di distacco e di pausa da tutto il resto, e dargli del tempo, degli spazi nella nostra vita, Lui verrà, Lui si farà trovare e, trovando Lui, ritroveremo noi stessi, il nostro valore, la nostra bellezza.
NP agosto – settembre 2025
Chiara Dal Corso




