Fuori Misura

Pubblicato il 12-12-2025

di Matteo Spicuglia

«Cos’è per te la pienezza?». Una domanda breve che può aprire un mondo di significati, di senso, di pensiero. Una domanda, tante risposte. A seconda di culture, aree geografiche, condizioni di vita. Non potrebbe essere altrimenti.

Cos’è pienezza per un padre di famiglia di una città formicaio del sud globale? Ogni mattina all’alba esce dal suo slum con un carretto e un cesto di limoni da spremere. I pochi soldi che porterà a casa serviranno a mala pena per mangiare.

Cos’è pienezza per un bambino che vive sotto le bombe, che vede i punti di riferimento della sua città sbriciolarsi giorno dopo giorno, che assiste alla morte dei propri cari?

Cos’è pienezza per uno studente di successo di una metropoli ricca di opportunità? Basi solide, talento, un master all’università, il mondo del lavoro con obiettivi da raggiungere e realizzare. La famiglia? Dopo.

Cos’è pienezza per un giovane animato da grandi ideali? Una scelta di impegno, uno sguardo pulito sulla vita e le cose, la convinzione sincera di essere chiamato a fare qualcosa di grande, perché la vita deve essere un capolavoro, o niente.

Tante sfumature, tanti punti di vista, forse nessuno giusto. Perché in questo balletto dei contrari, l’unica cosa che abbiamo perso è proprio il senso della misura. Anche quando parliamo di pienezza. Svalutata nella miseria, sopravvalutata nella nostra opulenza. Fuori misura nella perdita di dignitàdei diseredati del mondo, come nella grandiosità esistenziale della minoranza che sta bene, grandiosità che molto spesso vuole farsi cultura, anche spirituale.

Bisogna essere sinceri: siamo fuori misura ogni volta che ci sentiamo al posto giusto, quasi fossimo eletti. Siamo fuori misura quando pensiamo troppo e ammantiamo la nostra esistenza di troppi significati. Siamo fuori misura quando crediamo di avere verità in tasca da diffondere e quando pensiamo di avere chissà quale missione da compiere, al limite e oltre la nostra umanità.

La misura vera della pienezza forse è più semplice: è la vita stessa, piccola, ingarbugliata, bella e buona sempre e comunque, a patto che la desideriamo. Una vita per fare il bene alla nostra portata, senza sovrastrutture, senza pretese, senza dimenticarci per strada.

Saremmo più felici se credessimo e partissimo dalla pienezza che passa dalla vita che accade, dentro e fuori di noi. Non esiste altro modo per scorgerla e realizzarla. Chi ha il dono della fede, prima o poi si rende conto che Dio dimora proprio in questa semplicità, di certo non nelle ingiustizie della storia, ma nemmeno nelle aspettative idealizzate. Una grande lezione da imparare e custodire per vivere una vita piena.

NP Ottobre '25
Matteo Spicuglia

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