Fratelli che litigano (a volte succede)

Pubblicato il 21-04-2026

di Davide Bracco

Innanzitutto, sgombriamo il campo da ogni equivoco.Non si parlerà qui dei fratelli del Galles William e Harry. Altri sono i fratelli che, al pari loro, sembrano essersi divisi dopo un inizio carriera in comune. Esempi di fratelli che al cinema firmano insieme i propri lavori non sono propriamente comuni, ma ne esistono comunque di illustri: in Italia i fratelli Taviani (Padre padrone vinse Cannes nel 1977) e negli USA i fratelli Coen (Barton Fink vincitore nel 1991 sulla croisette francese).

Negli ultimi anni si sono distinti i fratelli Josh e Benny Safdie, quarantenni newyorkesi, che si sono imposti alla critica grazie a film molto personali, basati su un montaggio serrato in thriller adrenalinici con protagonisti borderline come avvenuto in Good Time del 2017, interpretato dal ladruncolo Robert Pattinson o Uncut Gems del 2019, dove Adam Sandler si perdeva nei bassifondi del mondo delle scommesse clandestine. Entrambi i film furono scritti e diretti dai nostri fratelli che però presto separarono le proprie carriere per contrasti al momento insanabili (artistici? personali? ai posteri...). Per i casi della vita, i nostri eroi hanno realizzato i propri film in solitario nel medesimo tempo: si è parlato molto bene di entrambi i lavori che hanno anche in comune le trame di ambientazione sportiva e di essere interpretati da star USA del calibro di Dwayne Johnson e Timothée Chalamet.

The Smashing Machine di Benny Safdie (che, oltre a dirigerlo, scriverlo lo ha anche montato e prodotto) è un’opera biografica sul lottatore di arti marziali degli anni ’90 Mark Kerr (Dwayne Johnson) e sui suoi tormenti e vicissitudini superate grazie alla moglie Dawn (Emily Blunt). Un film quasi melò che decostruisce il clichè del lottatore “tutto di un pezzo” per tratteggiare il ritratto di un uomo tormentato dal tempo che passa e dai dolori (non solo fisici) che lo tormentano.

Marty Supreme di Josh Safdie è invece il ritratto di Marty Reisman (Timothée Chalamet), stella del ping-pong USA tra i Cinquanta e i Sessanta, tra gli atleti più decorati nella disciplina con oltre venti titoli nazionali e internazionali. Sportivo spavaldo e anticonformista, enigmatico e contraddittorio, più volte scommise e fece scommettere sulle sue sconfitte, ingannando vari allibratori e subendo pesanti squalifiche. Il film si avvale del ritmo abituale dei fratelli e ha entusiasmato la critica USA. A noi la visione, nella speranza che l’amore trionfi e che i nostri si riappacifichino.


Davide Bracco
NP gennaio 2025

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